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10月31日 Il tuo sorriso del tuo visoSarà che non si capisce e il vento soffia e via pulisce
il sorriso del tuo viso e il sorriso dei tuoi occhi. Il sorriso tuo per me, in un momento.
Sarà la nebbia o il niente che racchiude lentamente
il sorriso del tuo viso e il sorriso dei tuoi occhi. Il sorriso tuo per me, lentamente.
Ma quando la mattina
io mi sveglio e penso a te
da dentro le coperte calde,
senza latte ne caffè,
il buio della stanza
una luce illumina.
E' il sorriso del tuo viso,
è quello che mi manca gia!
Ma quando poi la sera
torno a casa senza te,
da dentro le coperte fredde,
senza sonno e senza thè,
il gelo della notte
una luce scalderà.
E' il sorriso del tuo viso,
è quello che mi manca già! Sarà questo strano umore che ci prende e strazia il cuore
e il sorriso del tuo viso e il sorriso dei tuoi occhi. Il sorriso tuo per me, in un momento.
Sarà l'aria fredda dentro che ci gela il sentimento
e il sorriso del tuo viso e il sorriso dei tuoi occhi. Il sorriso tuo per me, lentamente.
Ma quando la mattina
mi sveglio e penso a te
da dentro le coperte calde,
senza latte ne caffè,
il buio della stanza
una luce illumina.
E' il sorriso del tuo viso,
è quello che mi manca gia!
Ma quando poi la sera
torno a casa senza te,
da dentro le coperte fredde,
senza sonno e senza thè,
il gelo della notte
una luce scalderà.
E' il sorriso del tuo viso,
è quello che mi manca già!
Che mi manca già.
10月24日 Ho da confidartiBologna mi mangia da dentro le vene, ma c'è chi mi costringe a restare,
tra lo smog delle strade ed il freddo che viene e non so più che cosa fare.
Tra i corsi confusi, i caffè al bar la mattina per cercare di stare più sveglio, tra i pensieri e le parole non detti che graffiano dentro come un artiglio...
Tra i panni sporchi da lavare ed asciugare e poi la spesa lasciata da lei,
da lei che s'è presa persino il mio cuore e poi anche il resto oramai...
E non c'è soluzione o non la voglio cercare, perche farà male, mi han detto,
così sono qui che penso ai momenti, a quel letto, al viaggiare, ed intanto aspetto
un segnale, un messaggio, un credibile gesto che con sicurezza mi faccia capire
una cosa o anche l'altra: che non ha importanza, cerco soltanto di non affogare.
Mi servirebbe un punto d'appoggio, dove restare a guardare il mondo di fuori
dove seduto, ammirare il paesaggio e sognare... sicuro di non cadere in errore.
E lo cerco e non lo trovo nei gesti quotidiani, negli sguardi e nelle mani,
non lo trovo tra i colori, tra i pennelli ne tra i sogni ed i cuscini, ...aspetto domani.
Aspetto che venga a prendermi qui quel silenzio immenso che non sappiamo,
che mi porti dove c'è tutto come sogniamo e come vorrei, e tutto quel che amo.
Aspetto e lascio che mi passi sopra quest'umore di tristezza e malinconia,
aspetto lei, me, noi e gli amici... intanto fuori c'è l'odore di kebab e polizia.
Intanto fuori... intanto noi, mentre passan gli studenti e le manifestazioni,
noi seduti, qui quasi dormienti, sotto un cielo senza più emozioni...
ho da confidarti questo, ma ho paura, come del resto, anche di tante altre cose,
che svaniscano i fiori che ci sono qui adesso, ma come vorrei che siano rose.
Ho da confidarti questo, ma ho sentito dal vento che non è il caso o il momento:
cosi confuso torno a casa, senza senso ancora un giorno ho passato non capendo.
Drughè de te!Sei come una pera!
10月21日 A vent'anni è tutto ancora intero... a vent'anni si è stupidi davvero...Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l' estate finiva più "nature" vent' anni fa o giù di lì... Con l' incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca "l'Unità", la paghi tutta, e a prezzi d' inflazione, quella che chiaman la maturità... Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perchè, ma tu non sei cambiata di tanto e se cos' è un orgasmo ora lo sai potrai capire i miei vent' anni allora, i quasi cento adesso capirai... Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà, non era la rivolta permanente: diciamo che non c' era e tanto fa. Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò... E quanto son cambiato da allora e l'eskimo che conoscevi tu lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più, bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà: tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent' anni fa! Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale, credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all' anno o a Carnevale. Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so, ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò... Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai! Perchè mi amavi non l' ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché, perchè fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me... Infatti i fiori della prima volta non c' erano già più nel sessantotto, scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto, tu li aspettavi ancora, ma io già urlavo che Dio era morto, a monte, ma però contro il sistema anch' io mi ribellavo cioè, sognando Dylan e i provos... E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell' LSD, tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak e noi non l' avevamo mai fatto e noi che non l' avremmo fatto mai, quell' erba ci cresceva tutt' attorno, per noi crescevan solo i nostri guai... Forse ci consolava far l' amore, ma precari in quel senso si era già un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la città. L'amore fatto alla "boia d' un Giuda" e al freddo in quella stanza di altri e spoglia: vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia! E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho, che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può... E adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai, per nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l'Hi-Fi... Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perchè se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te. Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là, sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità... Perchè a vent' anni è tutto ancora intero, perchè a vent' anni è tutto chi lo sa, a vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell' età, oppure allora si era solo noi non c' entra o meno quella gioventù: di discussioni, caroselli, eroi quel ch'è rimasto dimmelo un po' tu... E questa domenica in Settembre se ne sta lentamente per finire come le tante via, distrattamente, a cercare di fare o di capire. Forse lo stan pensando anche gli amici, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti, giocando a dire che si era più felici, pensando a chi s' è perso o no a quei party... Ed io che ho sempre un eskimo addosso uguale a quello che ricorderai, io, come sempre, faccio quel che posso, domani poi ci penserò se mai ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai: ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime oramai... F.GUCCINI -Eskimo-
...sarà che son giorni cosi.. ma mi fa piangere... un po'...
Un giornoE' da un giorno che muoio, che mi manca l'aria e qualcos'altro
e quello che voglio non è qui, non adesso e non riesco a trovarlo.
10月18日 Aut aut
Oramai... 10月14日 FelicitàSento il bisogno di urlare al mondo
il bisogno di urlare al mondo
il disagio di tanti,
il presagio di alcuni,
il messaggio di pochi,
la necessità di vivere,
la possibilità
di restare,
la libertà,
l'obiezione,
l'obiezione vostro onore,
l'obiezione.
Il terrore di tanti
dell'orrore di alcuni,
l'amore di pochi,
l'obiezione,
l'obiezione vostro onore.
Il terrore degli occhi
dei bambini africani,
che guardano dal basso,
verso alto
quel cielo,
pieno di nuvole strane,
ronzanti,
che lanciano uccelli avvelanati,
uccelli di fuoco.
L'amore delle madri
che coprono quegl'occhi,
per un istante,
e poi per l'eternità.
Il disagio
dei soldati
italiani, spagnoli,
francesi, inglesi,
che partono
e combattono
una guerra
di altri,
con armi di altri,
su terre di altri,
con motivazioni
di altri,
per il potere di altri,
per l'oro
di altri,
con la propria vita.
Il disagio
di tanti sul loro potere di pochi
su tanti!
L'obiezione
di pochi sul loro potere di pochi
su tanti.
L'obiezione, vostro onore,
almeno l'obiezione.
La necessità di vivere,
di capire
quale sia lo scopo,
la meta, il fine,
il succo di tutto.
La voglia di credere,
la necessità
di credere,
la libertà di credere,
la possibilità di credere.
La voglia di cambiare,
la necessità di cambiare,
la libertà...
L'obiezione, l'obiezione vostro onore,
l'obiezione.
La rabbia,
lo sgomento,
il disprezzo,
il rifiuto,
la speranza,
la fede,
l'amore,
il bisogno di tutti.
Viaggio n°2Fuori dal treno corre il paesaggio,
trema il terreno, brucia l'asfalto
le nuvole nel cielo in alto,
di pioggia portano il messaggio.
Dentro in carrozza la gente parla,
rotola di idee, ridente e seria
si soffoca, si strozza d'aria
s'affanna, non puoi fermarla!
Resto all'ombra di me stesso sopra questo treno vecchio
che corre chissà dove e che corre chissà il verso.
Resto calmo, fermo e intanto, penso al tempo ed al vento
che corre chissà dove e che corre chissà il verso...
Penso a tutta quella gente, che passa e non saluta,
controllo il controllore, ascolto l'aria muta.
Penso a tutta quella gente avvelenata di cicuta,
che passa e non saluta, che passa e resta muta...
Penso a tutto, penso al ieri, penso che pur'abbia un senso,
un senso che no trovo, il vuoto in cui son perso.
Penso al niente, penso a lei, penso al vuoto che c'ho dentro,
che corre io so dove e che corre io so il verso...
Sul verso del cuore,
il vuoto fa un gran chiasso,
il verso del cuore,
dall'alto al basso.
Fuori dal treno corre il paesaggio,
trema il terreno, brucia l'asfalto
le nuvole nere nel cielo in alto,
di pioggia portano il loro messaggio.
Dentro in carrozza la gente parla,
rotola di idee, ridente e seria
si soffoca, si strozza, si strozza d'aria
s'affanna, s'ingozza non puoi fermarla! Sul verso del cuore,
non si sentono le parole, più,
o di nuovo o d'amore,
non ti senti tu.
Come un lampo accesi in me in quel giorno.
Come un lampo spero di poterti rivedere,
come un anno, un secolo o l'arte spero di poterti avere.
Come un niente, il buio od il secondo, se non fosse possibile il sogno:
Per sempre o per mai.
10月5日 Nel ventoDentro la gente,
di pensieri, riempie
di vuoto le giornate,
fuori creano, le nuvole animali,
draghi, lupi, cani e orsi
Corrono il treno
e il tempo
su strani percorsi.
Dentro s'affolano
parole senza senso,
s'accumulano.
Fuori il vento con le foglie danza,
fuori la mente
schizza e va.
Corrono il treno
e i pensieri, passano le città.
Dentro la tecnolgia avanzata
ci serve perchè c'è.
fuori il sole, i campi,
l'aratro, il mare,
il folklore di un tempo,
dipingono immagini di te nel vento,
nel vento, nel vento....
Dentro la mente
si contorce e si lamenta,
cerca spazio,
fuori troppo spazio, si perde,
non ritorna il pensiero.
Non è tutto ciò che vedi
e non tutto è vero.
Dentro tencologia avanzata
ci serve perchè c'è,
siamo tutti figli di una stessa madre:
evoluzione:
Schiavi e padroni e fatica
sudore amplesso amore
armi progresso cemento
città petrolio tecnologia
controllo democrazia
schiavi e padroni e fatica.
Ma Fuori il sole i campi
e l'aratro il mare
il folkore di un tempo
dipingono immagini di te nel vento,
nel vento nel vento...
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