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日志


11月29日

Fear 'n joy


Mi emoziona il bianco intenso del sole
che caldo illumina un ramo lontano,
mi emoziona una foglia che cade piano,
il grande silenzo che investe il viale,
 
mi emoziona la voce di un padre iraniano
che con il suo bambino attraversa,
mi emoziona la nostra favola persa
che più, noi, non ci raccontiamo.

E il vedere ancora, ancora una volta
il sorriso di sempre sulla sua bocca,
mentre allunga le sue vuote mani,
pregando Dio che non lo richiami.

E il sentire ancora la sua voce affannata,
di chi cerca ma non trova la strada,
nessuna strada che porti a una casa
e il gridare comunque che non è finita.

Mi emoziona sempre il canto leggero
degli ultimi uccelli rimasti nel gelo,
il grigio infinito e spalmato nel cielo
e i cerchi che fa la pioggia nel nero,
 
mi emoziona sempre il volto dei bambini,
l'avere vent'anni e l'essere qui,
mi emoziona l'errore e il ricordo di
quelle notti assieme, di sogni vicini.

E il correre dietro ai pensieri strani,
il correre dietro alle nuvole bianche,
il correre e correre e non essere stanchi,
il giocoso correre dietro agli aquiloni.

Mi fa paura questo nostro silenzio, 
ed anche il tempo ed anche il governo,
mi fa paura pensare a tornare 
a vedere il tuo viso, a sentire il sorriso

che in quei giorni passati mi ha
cullato e tanto e poi addormentato,
che in quei giorni passati io ho
confuso e, peccato, dimenticato,
 
lasciato li negli eterni amori sbagliati,
nelle buie stanze piene di errori
commessi, piu volte e piu volte, ancora
e poi così amati.. e poi cosi amati!
 
Mi fa paura questo nostro silenzio,
mi fa paura pensare a quel giorno.
mi fa paura pensare a un ritorno,
ad un perdono, ad un pentimento.
 
Mi fa paura pensare al tuo viso,
pensare a quello che non avrò da dire,
mi fa paura pensarti, e rivedere
quello che allora non avevo capito.
 
Mi fa paura il buio che mi prende con se,
mi fa sempre paura l'addormentarmi,
mi fa sempre paura il suo dolce cullarmi,
simile al tuo, cosi tanto simile a te.

Mi fa paura e non riesco ad uscire
da questa infinita gabbia grigia di parole,
di pensieri, di dubbi, di notti sprecate.
di ricordi di sudore, di notti sbagliate.

e mi emoziona sempre la paura di tornare,
mi fa paura sempre l'emozione da provare,
mi fa paura sempre come per la prima volta,
mi emoziona ancora questa bella storia incolta!
 
11月24日

A voi

 
A voi marionette del potere, padroni,
a voi feccia fetida vestita per bene, coglioni
a voi che avete il denaro, la democrazia,
a voi che avete il controllo, la polizia,
a voi detentori del nostro futuro, a voi spacciatori legalizzati
a voi assassini, mafiosi, usurai,
a voi, a voi lassu, a voi burattinai!
 
Dico a voi che non avete scrupoli, che ammazzate bambini e madri
solo per scuse buone per una guerra giusta, solo per arricchire banche,
per indebitare la gente, per far fruttare i vostri luridi interessi,
i vostri scambi, i vostri sporchi compromessi,
le vostre colpe tirate addosso, i vostri missili, ogni vostro discorso
inutile, pomposo, e la vostre gente li sotto che applaude e non si vergogna,
il vostro ghigno malefico quando state sullo schermo,
il vostro ingegno, ordigno pericoloso, per me, oggetto di scherno,
il vostro volto conosciuto e rivisto mille volte,
cosi bello, cosi apposto, cosi tirato a lucido,
per me, soltanto volto da porco cosi odiato e cosi ridicolo
e dico a voi...
che avete macchine grosse e blu,
che avete i biglietti pagati per il cinema lo stadio il teatro,
a voi che avete in mano la cultura e l'educazione, la storia,
la guida del paese, a voi...
maiali incravattati pronti per essere scannati,
bastardi, sfruttatori, puttane a ore solo per avere delle belle poltrone d'oro,
a voi... mi mancan le parole.. son cosi nero, nero di rabbia che la notte... mi chiama..
ma devo restare.. qualcosa ho da dire.. ancora:
e dico a voi, nero di rabbia, viola di tristezza come se non ci fosse piu speranza,
no, in questa stanza, fuori da qui, nel mondo.. non la trovo:
me l'avete tolta, la giovinezza.. e a quanti ancora, quanti figli a quante madri avete tolto?
con le vostre guerre, con le vostre storie di alqaeda, degli aeroplani,
delle torri, delle bombe sui treni, sui binari, sui bus, sui bambini sulle madri sui padri sull'iran l'iraq...
e basta...
Preti pedofili, Moralisti alcolizzati, puttanieri raffinati... guerraioli seduti davanti a un thè,
che tanto per voi moriranno altri, per voi schifosi bastardi..
a voi scimmie del potere, presidenti e consiglieri vari, porta borse e leccaculo,
a voi... a voi.. si dico a voi...              MAVAFFANCULO...!
 
11月22日

E la notte

 
Le foglie al vento,
sulla strada,
fanno un suono a ogni mio passo.
I rami secchi
a lasciarsi,
ed allacciarsi come le dita.
I cani sciolti,
lungo la via,
addormentati nel buio dell'ombra.
La luna gialla
e le sue illusioni,
son segni di sogni fuggevoli.
E la notte, e la notte cosi bella non era mai stata.
E la notte, e la notte cosi bella non era stata mai,
mai.
Il freddo nero,
il vento, il gelo,
che passano anche dentro le ossa.
Facce di vetro,
il fumo sale,
cresce la notte, cresce già la paura.
Gli occhi stanchi,
lungo la via,
seguono i sogni fuggevoli.
E la notte, e la notte cosi bella non era mai stata.
E la notte, e la notte cosi bella non era stata mai,
mai.
Le foglie al vento,
i cani stanchi,
i rami secchi e poi la luna gialla.
volti di vetro,
il freddo nero,
occhi sciolti nella via dell'ombra.
Fumo che sale,
la paura,
cani sciolti, occhi stanchi, fuggevoli.
[Anime giuste
tirano sassi
contro i peccatori!]
E la notte ora è fredda, vai di fretta, fuggi via.
E la notte ora è lunga e fredda, io di fretta, fuggo via.
Via!
E la notte, e la notte cosi bella non era mai stata.
E la notte cosi bella, cosi bella non lo sarà piu,
mai.
11月18日

Lettera (Replay)

Bazzicavo per il mio blog e becco sta cosa qui:


  Ho desiderato da sempre
la morte
per colpa tua
e per colpa tua
respiro ancora.
  Ho imparato a raccontare
di te
al silenzio
in troppe notti,
per colpa tua,
ma per colpa tua
non parlo più di niente
a nessuno.
  Ho colmato i giorni di pianto
per colpa tua
e per colpa tua non piango più,
davanti neanche all'orrore
di un uccellino
ucciso
dal cacciatore.
  Ho sognato il volo,
l'idillico momento nella vita di un uomo,
il tuo fiore
e non ho visto altro fiore più bello,
ma per colpa tua
non sogno più.
  Ho cercato altre cose,
ho cercato il loro senso.
Mi ha distratto il sole,
mi hanno distratto gli amori estivi,
leggeri ed effimeri
come i temporali,
solo per colpa tua
ma per colpa tua
non mi distraggono più
ne gli amori
e nemmeno i temporali.
  Ho camminato a lungo,
per colpa tua,
dentro la stanza,
chiuso fra cinque o sei mura,
ho graffiato le sbarre della mia prigione
come un orso affamato,
ma per colpa tua
non c'era nulla che mi liberasse
tranne che te.
  Ho visto il cielo,
impetuoso sovra di noi,
le ribelli acque del mare
sotto i vorticosi venti,
ho visto le lucertole sventrate
da un colpo di coda,
ho visto cani per la strada
rincorrere ossa
nascoste sotto l'alsfalto
nero e bruciato.
Ho visto castelli di sabbia...
Di tutto
pur di dimenticarmi che l'amore
mi fu tagliente
per colpa tua,
ma per colpa tua,
come un cieco polifemo
colpito da cupido,
non vedo più nulla
che non sia te.
  Ho smesso,
per colpa tua,
di crescere
le piante dell'orto,
ho smesso di dar da mangiare
alle farfalle dello stomaco,
di lucidare i muri,
di decorare i terrazzi
con i fiori,
ho smesso di guardarmi
allo specchio
per colpa tua,
perchè non c'è niente
che valga la pena curare,
che valga la pena di mostrare al mondo
che non sia te.
 
Ho desiderato da tempo
la morte
per colpa tua,
ma per colpa tua
ti amo
ancora.
 
Ho voluto riproporvela...
o perlomeno
ho voluto riproporla a me stesso...

11月16日

Tu non...

 
E tu non dirmi, non dirmi niente, io sono solo quando sono con te.
E ora lasciami da solo col tempo, che avrò tempo per stare con me.
E a pensare che era ieri, quando ancora era tutto in piedi,
voler ritornare a casa, voler sparire,
veder sbiadire ogni cosa, un pò come morire...
Sembra starmi bene, sembra starmi bene.
 
E cos'è cambiato adesso? Cosa sei? Non sei la stessa!
O almeno, io ho dentro questa sensazione di smarrimento,
e credo di aver promesso: rimango qua...
Prima o poi passerà. Prima o poi passerà!
 
E non guardarmi, lasciami qui, io sono solo senza di te.
Non sorridermi, non capirei, e non puoi capire questi perchè.
E a pensare che era ieri quando ancora era tutto in piedi,
voler capire cosa, poter provare
almeno a sperare ancora, un pò voler volare...
Sembra starmi bene, sembra starmi bene!
 
E cos'è cambiato adesso? Cosa sei? Non sei la stessa!
O almeno, io ho dentro questa sensazione di smarrimento,
e credo di aver promesso: rimango qua...
Prima o poi passerà. Prima o poi passerà!
 
Ma tu non dici, non dici niente, tu non c'entri con questa luna.
Ma tu non ridi, tu non mi guardi, io sono solo senza fortuna.
E a pensare che era tutto cosi, le notti, un letto e un paio di film...
Poi che cosa, cos'è successo, che cosa è cambiato adesso...
un pò voler morire, un pò come volare...
restare a ascoltare il silenzio mi sta bene, si mi sta bene.
 
E cos'è cambiato adesso? Cosa sei? Non sei la stessa!
O almeno, io ho dentro questa sensazione di smarrimento,
e credo di aver promesso: rimango qua...
Prima o poi passerà. Prima o poi passerà!
11月14日

Walking

 
La nebbia avvolge di seta le case, io piano cammino sulle mie strade
e tutto sembra come se il tempo si fosse fermato almeno un momento
a guardare il sole sbiadito nel vento, tramontare dentro al silenzio.
La pioggia suona il suo umido canto, disegna cerchi sopra l'asfalto
e canta e suona sopra gli ombrelli, mi gela il freddo e i giornali al vento...
aspettami, arrivo, muore la sera, cerco i tuoi occhi per quest'inverno.
La la la la la... la la la.

E' grigio e fuori non si sente niente, ne suoni o colori, ne voci di gente
e solo un odore a volte arriva dei kebab arrosto nei bar in deriva,
a mangiare e bere con in mano il vino... a parlare fino a mattina.
La pioggia è adesso regina del mondo, la pioggia adesso è tutto d'intorno
e colpisce e dice con voce sottile di andare più fretta, che stai per tornare...
aspettami, arrivo, in questa notte, cerco le mani tue e non te ne andare.
La la la la la... la la la.
 
E dentro di me, ora che arrivo, sembra che nasca un sole più vivo
e anche nel grigio scuro del cielo, squarcia le nubi in un candido velo
a bruciare nel cuore come un fuoco vero, caldo d'amore e ti vedo...
Dentro la pioggia che canta per noi, ballando insieme al ritmo che vuoi
e canta e balla, tra i tram in salita, tra le auto in panne, in strada a fatica...
guardami adesso, in questa notte, cerco il tuo viso per questa vita.
La la la la la... la la la. 
 
E dentro di te, ora che arrivi, sento un qualcosa che non avevi
e sento un qualcosa, che sembra scolpire nei nostri cuori un altro dolore
e non capisco se mi sbaglio io, cosa voglia Dio, da me cosa vuole?
E sotto la pioggia fioriscon pensieri che mi fanno male un pò piu di ieri,
colpiscono dentro la mente e sento qualcosa di freddo, diverso, di strano,
ma parlami adesso, in questo letto, ti prego parlami, dammi la mano.
La la la la la... la la la.

Ti prego, dimmi che non è vero, che tutto è solo, soltanto un pensiero,
ti prego, capisci come mi sento pensandoti dietro ad uno diverso,
a cogliere i fiori di un altro campo, a saltare in un altro stagno...
E ora la pioggia che ha smesso il canto e ritira le armi nel suo reggimento,
non dice piu niente, non parla e non sente, mi lascia da solo qui a pensare
a te e ad un posto dove poter andare per stare soltanto noi due a parlare.
La la la la la... la la la.

Parlare e dire, storie e racconti di come la vita va e non te ne accorgi:
che tutto sembri come in estate, quando il sole ritorna a picchiare
a battere forte in testa e sul cuore, a scaldare i petti d'amore.
Senza più pioggia e senza piu vento, scomparirà il freddo in un solo momento,
e solo saranno le onde del mare a starci a sentire e con noi a giocare,
con noi per sempre, con noi e mai questi momenti potranno finire.
La la la la la... la la la.

Ma adesso che giunge l'ora di andare, adesso che dormi senza sognare,
adesso che esco dalla tua stanza, ritorna la pioggia, va via la speranza,
ritorna la nebbia che chiude le strade, copre le case di seta bianca.
E dentro il freddo che mi stringe le dita penso alla notte appena passata,
penso al giorno che sta arrivando, piano cammino senza traguardo,
tu dormi adesso, ma non dormi con me e ti vedo anche se non ti guardo.
La la la la la... la la la.
 
La nebbia avvolge di seta le case, piano cammino sulle mie strade
anche se è solo, soltanto un pensiero, anche se tutto è in fondo non vero,
un angoscia sottile, un dubbio di vetro, nasce in me come un mistero.
La pioggia suona ininterrotamente la storia sua stanca e dolente,
chi mai sarà chi cerchi tu, come potrò mai restare a te insieme,
ma tu dormi adesso, muore la notte e svegliandoti sappi che ti voglio bene.
La la la la la... la la la.

Sappi che anche se lo troverai, sappi che anche se cambierai idea
nebbia o non nebbia sarò ad aspettarti, vicino o lontano staro li a guardarti,
pensiero che vero sia o non sia, che tu colga o no questa poesia,
pioggia o non pioggia, freddo o vento o sole, che tu colga o no queste mie parole,
sappi che sempre camminerò sulle tue strade, sempre li a camminare,
aspettami, arrivo, muore la sera, io cerco te ....per le mie ore.
La la la la la... la la la.
11月6日

Solo

 
Lascio andare in fondo al mare dei sogni
questi pensieri miei
vagabondi
che mi tormentano la notte
e la pace
ed il buio
che diventa vorace.
Scivolo nell'umido delle coperte di seta,
mentre mi avvolge stretto e piano il nero tempo
che avanza
e la stanza
diventa piccola e calda.
Dormo
e lascio che dormino i dubbi
e le preoccupazioni
e l'amore
e le case
di fuori
tra le sirene scoppianti
dei malati
mezzi ambulanti,
dormino pure i pensieri di te
e della tua immagine
e i perchè che circondano quelle atmosfere
e dorma la passione
che s'accende in me,
in quelle sere.
Dorma la voglia
di venire a scoprire altre cose
e altri posti
e altre facce
e altre voglie che tu vuoi e che io non voglio,
non con me e non per te,
non di certo.
Non sarò clemente,
dorma pure la gente
che non si aspetta tutto ciò,
che non si aspetta la fine,
che attende l'inizio.
Dorma
chi pensa che starò ad aspettare,
mangiandomi le mani,
le labbra
che avrebbero dovuto baciare
le tue,
le tue 
che avrebbero dovuto baciare le sue.
Dormino
allora,
dormino gli artisti
che facciano buon riposo,
che facciano sogni d'oro,
io qui,
tento di spiegare al muro
le mie convinzioni,
ma dormino anche loro,
dorma anche il muro,
stanco.
Provo a rincorrere il desiderio,
ma fugge,
troppo velocemente,
si perde nell'ombra
del rimorso
o del rimpianto,
non ricordo la differenza,
solo
una vecchia storia,
di cuscini,
tagliatelle e telefilm,
ma non ho poesie,
non questa,
o fiori
ne parole per te..
ora scegli,
ma non dirmelo,
solo
sarà la notte
a raccontarmi le tue velleità,
o solo
sarà il giorno
a coprirmi di luce,
qui, me,
da solo.