| alex's profileLa cultura il cul ti tur...PhotosBlogLists | Help |
|
April 20 Canto alla nuova stagioneIl caldo brucia lentamente le strade
e sale con quel suo odore,
con il passo pacato d'estate
arriva la nuova stagione portando con se le belle fiabe d'amore.
Sbocciano i fiori e i colori tra i rami,
ritornano le rondini ai tetti.
In mezzo alle vie e tra i bambini
che corrono allegri, risorgono i mille mercati coperti.
Si risveglia anche il mare
dal quel suo torpore
danzando col vento,
si scordan giocando
tra le onde i ragazzi, il fumo e il cemento.
Scoppiano nella testa
la vita, la festa e l'allegria
che l'inverno aveva avidamente portato via.
Ma nella testa di lui non c'è il sole,
ma tristezza e solitudine.
Nella testa di lui ci son lei e parole
che battono e come battono martello ed incudine.
Con il sole son tornate soltanto
le noie delle vite passate.
Con il sole son tornati il pianto
e le lacrime di allora, le lacrime amare non ancora asciugate.
E lei cammina affianco
ad sogno nuovo nuovo
e colorato,
Lei non ha e non ha mai avuto
il senso del peccato,
lei si guarda attorno e non vede nessuno.
leggera cammina avvolta dal quel suo profumo.
Ma nella testa di lui non c'è niente,
ma solo tristezza e malincuore
che corrodono dentro alla mente,
corrodono insistentemente, corrodo il fegato e il cuore.
Perchè sa o pensa di sapere
che per lei il suo amore
è come un corvo che vola lontano
sopra i tetti e le nuvole nere in una notte di nero colore.
E pensa di provare almeno a volare
e a vedere il mondo,
il mondo dall'alto
pensa ch'è giunto il momento di fare il gran salto,
ma magari giu da
un grigio cornicione
ma non ha il coraggio, quale sarà l'emozione...
Di vedere laggiù la gente piccola
di vedere lei ancora una volta:
sempre più grande, intanto che rotola.
Di stare per farla finita, di mettere fine a una vita solitaria.
E lei non sa, o peggio fa finta:
non si accorge di quella ferita
che ha lasciato sul cuore, come dipinta,
di quell'uomo solo e stanco, affranto, che vuol farla finita.
E il vento torna un poco a danzare
giocondo sui tetti
e le strade son piene
di gente che avanza illusa dalla bella stagione che viene,
dalle promesse
di libertà programmatiche,
da libere prigioni democratiche.
Il vento sarà il suo liberatore,
il mondo dei sogni, il suo nuovo amore,
perso tra i fogli, senza più cuore:
dato in pasto a lei che però non sa mangiare.
April 09 Proteggi leiSilenzio che alto dal tuo meriggio,
ricopri l'asfalto ed il paesaggio,
che ricopri l'arsura e i tetti rossi,
che ricopri i muri e il volo lieve dei pettirossi,
Tu che ricopri le vie calde dello stanco giorno,
proteggi lei, proteggi lei,
stalle attorno.
Sole che rosso sorvegli il mondo,
che illumini il fosso più profondo,
che svegli la vita, che rischiari il cielo
e con quell'eco infinita, vi stendi sù un velo,
Tu che riscopri le lunghe ombre del giorno stanco,
proteggi lei, proteggi lei,
camminale accanto!
Luna che chiara, rischiari la notte scura,
che nella sera porti via la paura,
che dipingi impavida le nuvole di bianco,
con la tua faccia pallida, con il tuo volto stanco,
Tu che accompagni il volo buio delle grandi falene,
proteggi lei, proteggi lei,
ed il suo seno.
Vento che rapido suoni il vento fra i rami,
felice e contento di quelle tue mani,
con cui accarezzi l'erbe ed il grano biondo,
con cui accarezzi i capelli suoi, i fiumi e l'onde,
Tu che porti il gelo dai monti del nord, dal sud l'afa,
proteggi lei, proteggi lei,
e la sua rosa.
Mare, immensa tavola blu in cui morire,
che sciaqui via la favola e i sogni da riscrivere,
profondo e lungo fin la, fin dove l'occhio guarda,
vecchio e saggio, da anni al faro fai la guardia,
Tu che viaggi e fai viaggiare i marinai soli e stanchi,
proteggi lei, proteggi lei,
ed i suoi fianchi.
Pioggia, pianto celeste, pianto immenso,
che disseti le terre, che le inebri d'incenso,
che ristori i deserti, che sazi i mari,
di fragili cristalli, di lacrime divine di occhi lontani,
Tu che suoni sulle ninfee, mille, dolci, flebili rintocchi,
proteggi lei, proteggi lei,
ed i suoi occhi.
Signore dei cieli, della terra, Signore altissimo,
Tu che sei in tutte le cose, dal cielo all'abisso,
Tu che porti amore, che porti perdono
Tu che sei la più bella invenzione dell'uomo,
Tu che sei destino, ruota e cammino, Tu che sei la redenzione
proteggi lei, proteggi lei,
ed il suo nome.
Morte, arida e secca, dispensatrice e fine di ogni dolore,
ultima giustizia, pena definitiva, verdetto incolore,
che restituisci i corpi putridi alla terra madre,
che ci attendi alla fine, senza fiato e ci vieni a prendere,
Tu che sei sopra ogni cosa, prima che nasca e dopo di tutto,
proteggi lei, proteggi lei,
ed il suo corpo
...
Le sue labbra, i suoi occhi neri
proteggi i suoi sogni, i suoi desideri
proteggi, proteggi in ogni posto
i suoi seni,
i suoi fianchi,
e la rugiada argentea del suo fiore nascosto.
|
|
|