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日志


4月22日

Racconto di una solitaria passeggiata di lunedi sera.

 
Quando piove
di lunedì sera,
in giro in centro non c'è
un'anima viva,
e cammini per la strada,
incontri solo silenzio,
e l'odore della pioggia,
odore d'incenso!
 
E l'asfalto,
marmi neri e cemento,
ora, qui, sembrano
carezze di vento,
e cammini nella notte
incontri solo silenzio,
e l'odore della pioggia,
odore d'incenso!
 
E' la tua mente che se ne va,
sogni d'estati e di nubifragi,
sogni bambini e di libertà...
 
gocce celesti in concerto per me,
suonano adesso e la strada va,
lontano va, verso chissà, verso...
 
gocce celesti in concerto per me
suonano adesso, nell'aria danza
mille colori in occhi d'argento,
nascono fiori sopra al cemento,
nascono fiori sopra al cemento...
m'inebria il canto
e l'odore d'incenso!
 
E l'acqua lava via
i miei difetti
e la città
è carica di specchi,
dove riflette un sole strano,
un sole che la in alto non lo vedi,
non c'è!
Ascolta con calma
ogni suono di perla
ascolta l'aria,
st'attento a non perderla,
e guarda poi il cielo,
guarda la in alto,
ora l'alsfalto
sparirà...
assieme alle case:
incantesimo di acqua o di fate!
 
...Ed il tuo tetto sarà la luna,
e il tuo buongiorno ti augurerà
ancora buona fortuna, buona fortuna!
Ed il tuo tetto sarà la luna!
E il tuo buongiorno ti augurerà
ancora buona fortuna, buona fortuna...
 
 
 
4月20日

Rosso

 
Non c'è
alcun sole
a riscaldare
il mio pensiero ora
neanche ora
ch'è primavera,
eppure gia la sera sorseggia piano il mare
e si fa rosso il cielo all'imbrunire
e io sto,
sto qui seduto ad aspettare,
mentre corre e spinge avanti un onda,
un'altra onda e poi un'altra e un'altra ancora,
a risalire, a ributtarsi in mare ancora,
e l'insanguinata volta 
non mi fa dormire!
Chissà
che c'è
che tinge così il nostro cielo questa sera?
Chissà
se passerà con il mattino e
se la notte, almeno lei, riuscira a dormire?
 
Io...
io con i denti mi stringo al cuscino, il buio denso mi prende per mano,
pirati neri le lenzuola ai miei piedi, sono fantasmi e sudore i pensieri
solo fanstasmi, ma l'ho promesso, anche stanotte, il giorno tornerà.
Con i denti mi stringo al cuscino, nel buio denso, danzano ombre
il rosso intenso mi prende permano, il rosso intenso da fuori gia incombe
sono fanstasmi e sangue le macchie, ma questa notte, poi il giorno sarà!
 
Fuori c'è
solo la nebbia,
e sopra il rosso
tremendamente abbaia
come un cane morso dalla rabbia,
legato alla catena,
ad ogni macchina che arriva
e i monti velati di dietro
sono giganti, sono giganti
giganti pensieri alla deriva!
 
Tornano i gabbiani e le nuvole lassù,
a disegnare figure magiche per noi, 
io lo so, prima o poi,
l'estate tornerà!
 
4月18日

Non so dire


In questo mondo odorante di guai,
putrido, infetto,
sazio dei corpi che il tempo oramai
ha sciolto e distrutto,
nelle lunghe e afose ore
e negli spazi desolati,
carichi di ombre scure,
non c'è soluzione alcuna..
nessuna soluzione, nessuna:
dei ricordi dolci di quei giorni
non rimarrà che residui increspati di vecchiaia
e come fiori sotto un temporale
tu li vedrai marcire piano e poi svanire nell'aria.

Cara,
sarà
la nebbia
che investe
il viale, ma....

Non riesco più a ritrovare le parole per poter ricordare quei giorni...
quei quadri appesi a quei muri, quelle lunghe e fragili notti
che sembravano non finire, quelle passeggiate sotto il fumo nero del nostro
avvenire... incerto!
Non riesco!
Il mare canta ancora il suono delle onde, il vento ancora canta fra le verdi fronde,
e la terra balla la sua infinita danza, prova a immaginarla, fra gli astri: chiudi gli occhi!
La strada esplode di festa e di suoni, è primavera tutto intorno e dentro me:
il buio, il buio pesto.
Non riesco!

Cara
sarà
il vento
o il tempo
ma non riesco.

Ma non riesco,
no, non riesco:
i ricordi di quei dolci giorni
non saranno altro che
flebili sospiri gelidi,
che come la brina
che di prima mattina
lieve appare nei boschi,
si sciogleranno ai raggi
del sole del tempo.
Non riesco!

E forse sarà solo un attimo,
ma non so dire,
l'emozione, più, di quei giorni,
la nostra realtà.
E' la nostra realtà:
delicatissimo secondo
che dopo un secondo svanirà.
Lasciando solo
ricordi.

4月17日

La democrazia G.Gaber

Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più democratico che ci sia.
Dunque, c'è la democrazia, la dittatura… e basta. Solo due. Credevo di più.
La dittatura in Italia c'è stata e chi l'ha vista sa cos'è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico, non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!...
D'altronde, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c'è scritto che "democrazia" significa "potere al popolo". Sì, ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c 'è scritto.
Però si sa che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la "Democrazia rappresentativa" che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: "Lei non sa chi sono io!". Questo è il potere del popolo.
Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di "Democrazia diretta"... non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di Valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo "Sì" se vuol dire no, e "No" se vuol dire sì. In ogni caso ha il 50% di probabilità di azzeccarla. Ma il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.
Un'altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze. Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto.
Con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia... mai!
E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia. Non c'è mai la governabilità.
È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra – DC, liberali, monarchici, missini… – e la Sinistra – comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni!
Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c'è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso… adesso non c'è più il 50% a destra e il 50% a sinistra. C'è il 50% al centro-destra e il 50% al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco… che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
Non c'è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittaturadi Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece... quella gli va bene.
Auguri!!!
4月12日

Preghiera dei terremotati

 
Morirono in cento quella fredda notte
morirono altri cento, sapendo.
E che cosa puoi tu fare mai
quando cade il mondo?
Macerie di carne, detriti di sogni 
spenti in un rombo folgorante,
intorno volano soltanto i colombi,
e si fa scuro il cielo distante.
In un inferno di rocce e di sangue!
In un inferno di rocce e di sangue...
è crudo ed ironico invocare Dio,
ma c'è chi ancora prega e questa è per voi!
ma c'è chi ancora prega e questa è per voi
...morti in cento quella notte.
ma per voi altri cento, morti sapendo,
ma per voi altri cento, morti attentendo
lungo una mattina che non arriva mai,
piegati in ginocchi fra le ossa rotte,
fra il sangue, il cemento, i residui della morte,
fra i corpi abbattuti dal sonno e dalle botte,
fra i detriti delle chiese e dei palazzi,
fra le grida di sgomento e i pianti,
fra le preghiere di rabbia e i canti,
fra le bestemmie e i cani e i gatti,
sotto la nebbia che è scesa a valle già...
sotto i monti rossi non del sole che non c'è,
piegati in ginocchio, morti con me.
Sotto i monti rossi non del sole che non c'è,
piegati in ginocchio, morti con me.
Morirono in cento quella fredda notte,
morirono altri e cento sapendo.
E adesso nel cielo brillan cento stelle,
e adesso nel buio ci son cento stelle.
Ma cosa ne sanno dei morti quaggiù!?