| alex's profileLa cultura il cul ti tur...PhotosBlogLists | Help |
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August 20 A cento metri da me stessoLe faccie di Luna fra nuvole beige, cantavan tenui seranate d'estate, le bionde stelle su questa notte danzavan sopra le onde del mare. D'una bambina i giochi d'amore raccolti dal vento in mille parole, conchiglie che danzano attorno ai falò. Chitarre e vino, strane danze tribali di riti pagani di eretici maghi, storie di sbornie che la Luna cantò. Spasmi d'argento del vento fratello gravide dune di sabbia avvolgean, le fronde verdi fra i rami cantavan, gonfiavan vele d'un antico vascello. A cento metri più in la di un fiore, dentro le vene gonfie della città, dentro le mura della libertà, fra fiumi di sangue, rosso d'amore. D'una bambina secche parole, raccolte dal vento poi fatte rumore: "Attenti, i pirati arrivan dal mare!" "E corvi nervi fra i merli imbiacati!" Scudi ed arceri, soldati parati: ora l'isola è pronta a affrontare il terrore. E cento metri più in la io nacqui, cento le voci che s'udiron nel vento, cantava Luna il suo grande sgomento, suonato nei flauti da magici ratti. Cento metri più in la di un fiore, sotto le stelle, su le onde del mare. Perse le strade, smarrite le rotte, cantava la Luna, ballava la notte. D'una bambina le grida d'amore raccolte dal vento poi fatte calore, conchiglie che ballano attorno a un falò. Le perle ghiacciate di un'argentea brina, le terre sterrate, l'erba della collina, le storie di parti che la mia Luna cantò. August 14 StellaGialla, come la sabbia d'Arabia, stanca, appoggiata a un pezzo di sole o nell'ombra che copre la via... attende che la sua lunga agonia, faccia il suo ultimo giro di tango! E intanto, nel mondo, noi,'l'uomo', corriamo ancora nell'oblio: il ventre di queste città. Pensando al mare, all'amore, all'estati perdute nei versi del sesso non fatto con lei. Il vento accarezza le sue ultime ore come gli steli del'erba in un prato, danzanti i crini del suo pelo d'oro danno un'immagine immobile o lenta di quella solitudine sua! Di atroce malattia. Attende la morte con la faccia sua solita intatta, di chi alla sorte non deve alcun pegno per nulla e aspetta nell'ore che chiaman la sera la luna, la falce spledente, che venga e lo porti con se. August 12 Umile Storia del Mondo. (Dalla nascità sua, alla fine) La Genesi In principio era nulla... Ma lucciole giganti sorseggiarono bambino l'azoto, l'aria esplose calda e dentro quell'immenso vuoto, un tuono risuonò... Tra tempeste ad orizzonti, sopra mari azzurri e verdi sterminate praterie. Giostre di latte e stelle giocavano con i nostri Dei: lance acuminate in guerre e scudi, persi nella civiltà! Ed ora i pianeti s'inseguono in un giro tondo infinito, ora le stelle, senza occhi, cadono libere a terra, nessuno le catturerà... Bocche di fuoco e mille lune, mari caldi e blu profondo, enormi alberi di ulivi! Gas e polvere e silenzio, solo gl'urli dei nostri Dei combettavano la pioggia su quell'immensa civiltà. Ora il nulla piu non sarà... La Prima Vita, la Natura e l'Evoluzione (Il primo uomo) Poi... si accese una luce, nel gelo, un calore una grotta, riscaldò e nella muffa s'apri un guscio di verde vita! Un involucro di dura scorza rosso fuoco s'avviò verso il mare e lì restò... per anni ancora. Fronde verdi ed alberi umidi, accolgono adesso i voli imperici degli uccelli dalle grandi ali. Abeti ora regalano, a atavici esseri del sottobosco nuovo, ombre e i funghi crescono sui rami. Cadono le foglie e ora colorano di tappeti magici le selve, quando questo fiore fiorirà sopra quest'immensa civiltà? Ora... sopra le spiagge, rinsacca e risale il mare e il guscio molle, ha rovesciato. Quell'animale ed i suoi simili le coste hanno invaso. Mille creature, mille colori, popolarono gli antri scuri e l'aria, verso le terre e li rimasero per anni ancora... Piano s'iniziò poi il declino, di un'evoluzione o di un cammino, che porto ad esseri capaci. Piano si svegliarono quei corpi, piano si alzaron da terra gli occhi presero le mani poi forma ardita. Arme, lance e punte non di Dei, che di certo con le stelle non giocarono, ma per cacce ed uccisioni atroci sai, preser forma in quell'immensa civiltà! L'Evoluzione II (Tribù, Villaggi, Città) Nelle grotte si consumano le notti di quegl'uomini, fra le grida delle belve la fuori che s'intrecciano col vento che dimora nelle piante, fra i lor rami, fra le serpi che ora strisciano tra le dune della sabbia e la fiamma che ancor scricchiola, trasportando il fumo-salma, verso un cielo colorato di un intenso blu... Pellicce calde di animali, carne e sangue serviranno per il freddo inverno e lungo. Cacciatori cosi muovono dentro le foreste buie a cercare caccione... Contadini improvissati, curvi al sole, al vento al mondo, ora fanno da mangiare. Lungo il fiume, terre umide limo adatto a coltivare, palafitte e pescatori, in tribù! Si raccolgono le legne, si rattoppan le dimore, paglia e fieno e tronchi marci, per creare la città, Come funghi crescon ora, folti i tetti dei villaggi, si redigono le leggi e si eleggon i saggi, poi i guerrieri e i predicanti di chissà che divinità! Lance e spade e scudi e punte sempre piu acuminate, non per Dei o per cacciare, (ora solo avversità) ergono i soldati effimeri dalle loro forti braccia, e delinean territori, tracce rosse e in terra sangue: guai a chi calpesterà la mia privata proprietà! Ma non basta, poichè alzata la vista, si è scorte, dillà nuove terre e possibilità! Ma non basta: acclamata la propria superiorità, ora corron le città... Veloci le città! E non bastano lance e spade e scudi, no! Le Età moderne/Disevoluzione Violini suonano nell'ombra sinfonie che orecchio umano no, non può comprendere: Nell'aria umida rimbomban secchi, ferro e cemento e astri vecchi dall'alto cadono si sente un suono... cammina l'uomo... E si fa grande adesso quella paura, boschi neri e fitti, alberi dai tronchi lunghi sono solo scudi e lance dalla punta scura, sui rami crescono velenosissimi funghi! Rintocchi flebili di tamburelli di tela ruvida, scandiscono le ore. Passano piano i giorni tetri, e carni putride d'imbelli vittime copron le strade... si sente un tuono! Striscia ora l'uomo... L'Età contemporanea/Disevoluzione II Porte di vetro, lasciate marcire, lance di piombo fuso nel cielo bucan le nubi, feriscon le stelle, fari e lampioni, uccelli di fuoco lanciano bombe sui tuoi paradisi, le schedine bruciano la città! Chi ha ragione è sempre il più forte, e chi ha più ragione sta sempre più su di lavora nei campi la terra, di chi una terra nemmeno ce l'ha, sorrisi finti, favori per voti, nelle cabine c'è la tua libertà! Guerre per guerre, petrolio per oro, e più non si gioca con i nostri Dei, c'è solo una sfida fatta di luci, di colori di verde, nero e moderno, spezzate le lance, forati gli scudi, arruginite le giostre si son! Piangon le stelle e gli astri di latte, le lucciole dormono ora impaurite, da lampioni e fari, dalle lance di piombo, dalle banche di nitro, 'denaro' è il sogno, sulle curve schiene dei lavoratori, piangon le stelle sulla città! La Morte Giunge così al termine un ciclo, ancor prima di aver rivisto la rossa sua coda infiammata. La Rinascita (Il Poeta, l'Arista, lo Scultore) Ma nella distruzione, s'erge alto fra tutti l'artista. "O Musa incantata, dolce mia ispiratrice, regala a me, devoto, le parole con cui dire in miglior modo cosa c'è che il mondo ora afflige, che gli uomini del futur potran così capire. Io disegnerò con i miei versi questa effige dolorosa insanguinata dal nostro tempo avaro, coglierò codesti frutti troppo acerbi e troppi amari, per tramutarli poi in un frutto tanto raro che trovarlo ora non puoi nemmen in fondo ai mari, saprai son quei frutti arte e versi e sculutura, le vere e uniche armi che tal mondo salveranno, le vere e uniche lance che salveran Natura, le vere e uniche forze che gl'uomini oggi hanno!" Il mio pennello sarà una bandiera, lancia lucida e perfetta di libertà! E la primavera, dalla mia tavolozza di colori splendidi colorerà un'era! Quell'aria sozza, di melma di potere via spazzerà con tutta la sua enorme forza! Starò a vedere quella decadenza tipica di chi non riesce più a sognare, cadrà Demenza, cadranno i regni della democrazia della prepotenza. Solo i segni più chiari della tela saranno a vigilare sopra quest'umanità! Scolpirò io piano i miei giorni in questo marmo così bianco e mai prima della fine il mio scalpello sarà stanco... Il nero caccerò via dall'asfalto, piombo e lance saranno l'ornamento cosi splendino e genuino di un nuovo mondo... Un nuovo mondo nascerà.... La Fine Ultima. In principio era il nulla... Una sfera di fuoco coprira il nostro mondo fino al cielo, un vento caldo arriverà dal est, ci porterà il sole e rimbomberà... Fra gli orpelli orripilanti, fra i uomini orrendi e le grandi malattie, giocheranno quelle stelle una guerra con i nostri Dei: lance e scudi di azoto, spade per bambini divertenti. Ci sarà soltanto un grido alto che tuonerò nel mondo, si fermerà lo spazio intorno, l'universo imploderà, si, imploderà... Fra la macchine e i motori, fra le stragi e gli orrori, le grandi malattie, quelle stelle danzeranno un tango con i nostri Dei, guerra ai falchi fatti santi, lance e spade e scudi e alianti in un'eterna splendida civiltà! Ora più male non sarà... August 10 Chissà perchè l'omicida, in foto, non sorride mai... Chissà dove vanno a finire i pesci quando sognan di volare, chissà dove stanno di casa i sogni e dove va in vacanza il mare. Non la senti la pioggia che scende leggera quest'oggi sui tetti e sugli ombrelloni che non chiudono mai? Mai però neanche il sole s'arrende, lo vedi da dietro bianchi stracci, di celeste impregnati, arrampicarsi lassù? Chissà perchè la mia luna profuma di incenso, chissà perchè nel vento io sento canzoni, chissà quali doni questo amore porterà nelle case della gente di questa città... Chissà perchè per strada ai bordi delle case racchiusi nel lor vino ancor dormono i barboni, chissà perchè nel mondo esistono bambini che non sanno neanche cosa è un pallone, chissà perchè c'è gente corrosa dal potere che non è capace piu nemmeno di sognare, chissà perchè le fiabe si son quasi tutte spente, e per andare a letto si telefona alla chimica, chissà perchè la gente che uccide altra gente, chissà perchè c'è gente che odia altra gente... chissà perche nei colli non scorron piu le vigne ma fili con le spine e mille campi di mine, chissà perche nel mare non saltano piu pesci ma solo melma, ed esci tu se tu ci riesci, chissà perchè ci odiamo, tu aprimi le braccia prima che il tempo avaro o che Morte lo faccia. Chissà perchè ti voglio, chissà che occhi ho quando ti sogno... (non mi vorrei svegliare mai, ma chissà, chissà perchè ogni volta viene mattina, ogni volta mi ritrovo senza te: una bottiglia vuota vicina) Chissà perchè ci amiamo, tu aprimi le braccia prima che il tempo avaro o che Morte lo faccia! August 09 Il giorno (La Mattina/Il pomeriggio/La sera/La notte)S'alza il giorno, piano, dal mare, sanguinando, canta per il maestrale, le rondini e i gabbiani si risvegliano nei nidi, s'ergono nel cielo le grida picchiettanti delle loro fragili podestà. Il sole, ancor assopito dalla sua gran dormita, ora picchia il tetto della civiltà evoluta, le banche ed i commercianti riaprono i cancelli, s'alzano nel cielo, dei bimbi e dei fringuelli, i canti di gioia o di fame di già Il sole or morde le nuvole, ma di mille applausi ora è colma la città, e sale dal mare e dal vento, entra nel petto un odore e non lo puoi cacciare via con un solo bicchiere. Danzan le onde con agilità, rifocillate da tanta acqua, la rondine ed il gabbiano ora volano al loro nido, i pensieri lasciati nell'aria son specchi che sanno di vino. Attende il pomeriggio, la sera, a salutar e s'ingiallisce il cielo, piano il vento sta a cantar, nell'aria fiorisce il tramonto di già, s'accascia il giorno fiacco sopra la città. La sera sta arrivando, rientrano al casal i padri dal lavoro, le mamme a rifiatar, i letti si rimboccano per i figlioletti, s'accendon le candele, del vino e dall'amor! Cosa riserva la notte, chissà, si vedon gia lontani li nell'ombra le mille voci che nel vento s'alzeran! E vino nero e canti e tamburelli: anche la morte stanotte paura non fa, anche la morte questa notte paura non fa! Ma cosa riserva la notta chissà... si perde nell'ombra il mio desiderio, nel vino scuro, il mio disire, si perderà! E Tu, smettila di entrare nei sogni miei perchè anche stanotte mattina poi sarà, perchè anche questa notte mattina si farà! August 03 Il tempo. Un Bacio.Volano i colombi in alto, cade una foglia benchè sia estate, brucia forte di un odore acre, caldo e denso l'asfalto. E mentre muore il giorno, tuffandosi nell'ombre della sera mentre ancora pensi a Primavera, ecco che giunge Autunno. S'ingialliscono i sorrisi sopra i volti stanchi della gente, e poi volan via con il vento, s'appassicon i fiordalisi. E' passato un altro anno, via lontane le stagionei stanno andando, si gelerà il mare e l'acqua sarà fango e solo sterpe nere rimarrano. Vola via il nostro tempo, non saluta e di certo non da scuse e solo a rimembrarci, saran rughe, quei giorni del 'viver contento'. E brucian sui fossi del vento sadiche risa, che spazzan via i ricordi passandovi sopra, e solo resteranno di terra aride zolle, mentre ancor la terra attende neve che la copra. Moriran le madri e creperanno i padri, e putridi i corpi degli uomini saranno a concimar le vigne! Si, quel frutto cui succhi le notti dei lor figli, tristi e nere, schiariranno! Passa il tempo avaro, ma allevia i dolori, si perdon nelle sere degli anni i dispiaceri, ci scorderemo delle nostre misere figure, delle volte in cui tu mi hai tolto interi ieri. Lasciandomi in silenzio, marcire nei pensieri che tu stia con chi, che tu stia facendo mai, negandomi gli affetti di quei baci caldi e veri. Quando poi potrem guardarci, ti darai? Dura ancora questo amaro amore, nascosto fra le fronde del rancore e dei pensieri neri che m'affollano la mente. E resiste questo nostro amore amaro, ma ti prego non negarmi la tua mano e ti prego sii capace di dir niente! Passa troppo in fretta questo nostro tempo per sprecarlo in parole come queste. o per rimanere fissi a guardare le tempeste. Non dir niente, un bacio basterà per farmi felice, svuotarmi la mente. |
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