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日志


9月27日

Celeste

 
Sono nato e cresciuto
dove un tempo c'eran boschi,
valli e prati sterminati,
mari verdi e profumati.
Come un nastro di velluto,
carezzava dolce i monti,
blu e celeste il grande fiume,
blu e celeste il grande fiume.
 
Come un treno impazzito,
poi cambiava suo l'aspetto
e le valli, i colli, i dossi,
Ei bruciava come a morsi.
Come da fulmine colpito,
poi fermava tutto a un tratto:
fronte il mare avea veduto,
fronte il mare avea veduto.
 
E di fronte a quell'immensa, sterminata poesia,
si fermava con il fiume anche il muschio che copria
le sue sponde e l'odore che dal monte provenia...
anche il tonno si fermò che su d'esso risaliva,
si fermarono le rondini a guardare la magia.
 
Poi passarono dei giorni,
venner l'uomo e l'aratro,
a portare mele e grano,
con la falce nella mano...
Poi passarono dei mesi,
venne l'uomo coi suoi mostri:
son progresso e evoluzione,
son progresso e distruzione.
 
Poi passarono degli anni,
venne l'uomo ed i palazzi,
venner ponti case e muri,
venner cupi volti scuri.
Poi passò ancor più tempo,
venne acciaio e cemento,
dove un tempo c'eran colli,
dove un tempo c'eran colli.
 
E di fronte a quell'immensa, straordinaria acciaieria,
anche il cielo sbigottito, nero scuro diveniva,
perse il fiume la sua strada che li un tempo giu scendeva,
carezzando e percuotendo la montagna fin la riva.
Perse il mondo il suo colore e la magia piano svanìa!
 
...
 
 
Ma Celeste, il grande fiume
a me disse, caro amico
tu non devi disperare:
tornerò io a bagnare...
Tornerò, io, forse un giorno.
tra le dune del progresso,
tutte le sorgenti chiare
tornerò io a bagnare.
 
Ma Celeste il fiume grande,
fu convinto di se stesso,
vedrai, disse, amico caro,
spazzerò l'acciaio amaro.
Buio e lezzo nonostante,
Ei non era ancora morto,
anch in mezzo a quel bitume,
tornerà il grande fiume.
Tornerà il grande fiume!
Blu e Celeste il grande fiume.
 
E di fronte a quell'immensa, meravigliosa rabbia,
anche il muschio tornerà sulle sponde e rinverdire,
anche il tonno fra le onde continuerà a risalire,
E nel cielo anche le rondini, voleranno in alto...
sovrasterrà natura, il progresso, l'uomo, l'asfalto.
 
9月26日

Roseto

 
Roseto,
 città fatta di niente,
dal nome, una rossa magnifica rosa,
dal vivo, una scatola di sabbia e di gente,
fra bar e pinete, poi passa ogni cosa.
 
Roseto, città di spiagge, d'estate,
d'inverno rincorri la tua brezza leggera,
che tiri in faccia alle cose passate,
tra sdraio e lettini, al mare, una sera.
 
Città di passaggio, turisti e d'amore,
solare paesaggio di palme e fontane,
accesse per l'aria, città di calore,
coi lidi ch'abbracciano ai bordi le strade.
 
E passano in fretta sopra le strada
veloci le macchine e le biciclette,
che van chissà dove, che non c'è niente da fare
in questa città di sabbia e di mare.
 
Roseto, città fatta di niente,
che in cartolina, la vedi ch'esplode,
poi tutto è diverso ed anche la gente,
fra bar e pinete, parla e discute...
 
..di questo governo comunista e ladro,
delle donne, del tempo, della pallacanestro,
piangono e rimpiangono quello passato,
ed intanto bevono ad un tempo diverso!
 
Roseto, città di gente di mare,
di contadini, di artisti e poeti,
che non li vedi da tempo passare,
forse son morti o non sono mai stati.
 
Roseto, città di gente di mare,
ci vivi dentro e non capisci il motivo
piccolo posto di mie storie amare:
la tua spiaggia sa quel che non capivo.
 
Roseto, città fatta di niente,
Roseto, città, paese e metropoli,
piccola e grande come un continente,
fra bar e pinete, quante le cose che scopri.
 
9月25日

Canzone d'amore sprecata

 
Mi arrampicherò sulle punte delle stelle e se è la luna che vuoi te la regalerò,
per farti vedere che è non poi quella che fa l'amore vero.. ma però...
sono comunque disposto a tutto pur di farlo, per farti vedere che tengo a te,
sarà il tuo sorriso o il tuo viso, così bello, sarà questo bel ciel che c'è!
 
Mi arrampicherò sulla neve a fiocchi e se è la luna che vuoi te la regalerò,
ma non prometto che sarà bella come i tuoi occhi o che la rima io troverò...
sono comunque disposto ad aspettare che scenda giu una nevicata,
e intanto ch'attendo qui in riva al mare, ti canto questa... o mia amata!
 
-Mi aspettavo un pò di più, in fondo quando ti ho conosciuto,
si, non eri lo stesso "tu" ...ma un diamante era più gradito.
Mi aspettavo anzi un Collier od un vestito di John Galliano,
o i ristoranti che ti spellano se... se chiedi: "mi scusi, il bagno?"
 
Mi aspettavo di più da te, in fondo quando ti ho conosciuto,
mi hai detto, e ricordo ben, nulla da me ti sarà mai negato....
quindi... prepara a vuotare le tasche, che voglio le più magnifiche cose,
una villa gigante con tremila vasche e le stanze più meravigliose.-
 
Scusa mia cara, ma proprio non posso io permettermi tutto questo,
te lo detto però all'inzio io stesso che non sarà del semplice sesso,
scusa mia cara, la mia unica pecca, è che mi mancano i soldi tasca,
soltanto ho una piccola e vecchia, modesta dimora e soltanto una vasca!
 
Ma se mi permetti io posso salire, fino lassù dove brilla quel sole,
e su tu vuoi lo posso rapire per metterlo dentro alle tue parole,
posso inoltre chiedere al vento di venirti a svegliare all'ora che vuoi,
con i pettirossi e le rondini dentro che canteranno all'alba per noi...
 
Beh se cosi è, allora addio, è stato bello fin quando è durato,
mi cercherò un'altro cretino che mi comprerà un castello dorato.
Mi cercherò un povero fesso che mi dirà, non sarà solo sesso
e quando saremo sull'orlo di farlo, il sesso mio dovrà comperarlo!
 
Mi troverò un altro bell'uomo, ricco, piacente e ben agganciato,
Che mi farà un anello nuovo, un orologio d'argento e broccato.
Mi compererà tutto ciò che io voglio, un arredamento leopardato,
e mi faranno stare, si, meglio, le tessere per lo shopping sfrenato.
 
Beh se così è, allora mia cara, non devo far altro che ridar la luna,
prestata dal cielo con tanta sua grazia che mi augurò anche buona fortuna,
qui tra le stelle la poso di nuovo, cara, mia cara, non far quella faccia,
sono un ingenuo e povero uomo, troverò prima o poi la donna a cui piaccia.
 
Sono un ingenuo, povero e solo, senza l'amore ora vado girando,
però un giorno o l'altro, sono sicuro, che nelle strade di questo mondo,
apparirà una bella fanciulla, mi vedrà steso sull'onda del mare,
mi prenderà per mano e andremo, via lontano con "solo" l'amore!
 
 

Canzone ad una ragazza che per un secondo...

 
Entrammo tutti come in un'arena, di fronte a me era seduta lei
ed in quell'aria d'angoscia piena, ci scambiammo, lei i suoi occhi ed io i miei.
Poi tutto dura quasi un secondo, sfugge al tempo come i sogni vani
ed in quel posto bianco e immondo, non ci fu nessun domani.
 
Attesi dunque per un momento una risata o una distrazione,
che si portasse via, nel vento, l'ansia e tutto fu come da copione.
Ed in quel corridoio bianco, soltanto uscirono due parole:
nome, luogo di nascita... e stanco, poi tornai a pensare al sole.
 
A quel sole che fuori non c'era, in mezzo al vento ed i palazzi,
e anche dentro come una bufera, scuoteva i volti di noi ragazzi,
fra i sicuri di se e poi quelli spavaldi, fra un ipotetico lui e te,
fra le tavole e le figure degli altri, io dicevo fra me e me:
 
"Chissà, chissà se sono pronto per te e per loro,
per quegl'analizzatori di fogli e colori,
chissà, chissà se un giorno noi ci rivedremo,
chissà se li dentro tutto andra bene!"
 
E tutto andò bene davvero, almeno appena uscito di li,
così sembrava uscito il sereno, anche mia madre mi disse di si.
E tu che adesso giri per le strade di Bologna e magari sorridi,
come sorridesti in quell'istante a me che invece vago per lidi...
 
Magari sei contenta e felice, rincorri un sogno, lo vedi alla porta,
magari non ricordi, io invece, ricordo te e la tua genialità contorta,
che mi ha fatto innamorare, magari soltanto un pò invaghire,
ma cosa, cosa posso starti a dire, se non che ti vorrei riavere.
 
Si ti vorrei riavere, almeno per un attimo, solo per poco,
vorrei di nuovo poter riguardare, i tuoi capelli rosso fuoco,
i tuoi pantaloni larghi, la tua camicia e i tuoi orecchini strani,
le calze colorate sui tuoi piedi scalzi e l'arcobaleno delle tue mani.
 
"Chissà, chissà se un giorno noi ci rivedremo,
e fra i portici, poi scriveremo,
su tutti i muri della città, il nostro gioco,
a lettere brucianti come fuoco!"
 
9月23日

R.i.p. Pennarello

Oh.. che dolore quand'è morto Pennarello...
oh... che dolore, se n'è andato proprio quello...
...nero. Morì perchè perse, aimè, il suo cappello...
morì perchè perse, aimè, il suo cappello.
Vita visse lavorando, lavorando poi svanì,
Neeeeero-grigio-bianco: piano piano scolorì.
Lasciò tutti attoniti sopra un foglio bianco a righe,
scolorendo se ne andò, abbandonando amici e amiche.
Scolorendo se ne andò e lasciò soli amici e amiche!
 
...Oh che dolore, quand'è morto Pennarello
fuori il vento si posò, ed il mare, anche quello,
anche il sole spense un pò, ed il cielo non fu bello.
E la luna senza nero della notte rimarrà,
e la luna senza nero della notte che farà?
Che cosa illuminerà? Che cosa illuminera?
...Oh che dolore quand'è morto Pennarello,
fecer tutti un funerale, con il rosso, il verde, il giallo...
il blu, il bianco, il grigio, il verde, ci fu anche il marrone,
il viola, il fucsia, il rosa e poi anche l'arancione,
capitò anche un pastello
al funerale di Pennarello!
Al funeraleeee... di Pennarello!
 
 
9月22日

Canzone per me


Dove potrei... ma soprattutto, come farei...
come farei a trovare del gusto in questo...
Chiamiamolo momento, chiamiamolo come vuoi,
fallimento o pit stop che dura solo un momento,
ma che fa male come le botte? So che stanotte...

Non riuscirò a dormire, non riuscirò... e potrei...
so che potrei scrivere parole a me stesso, 
però come... fare a dire tutto quello o tutto questo
che non ho capito.. capito non ho nemmeno io
e senza nemmeno Dio! Senza nemmeno un Dio!

E tu che mi dici, purtroppo m'innamorerei...
come farei a sopportare che non sono io....
quello che fa sudare e stare sveglia anche te,
purtroppo oggi è stato un giorno cosi, andato cosi...
la notte giunge e so che i sogni seguiranno da qui...

9月15日

Settembre

 
Perduto e stanco penso all'estate e quasi sembra essere ieri,
ma mi alzo e fuori sento freddo il vento di settembre e mille cieli neri
mi avvolgono la testa, come fa alla terra il cielo, mi spezzano i pensieri.
Entra da quella finestra il lungo inverno col suo velo che porta via i colori.
Che porta via i colori.
 
Trafitto al cuore come il mattino dal sole guardo fuori le grigie nubi:
ricoprono di ombre muri scuole case aiuole ed i colori diventan cupi...
come quando è notte e quante cose son nascoste e quanti sono i dubbi scuri.
Si coprono gli orti e si chiudono i giardini e le nostre paure dentro i muri.
Paure dentro i muri.
 
Settembre ormai è alla porta, porta pioggia e parole di eventi strani
e son passati i mesi ed è passata quest'estate di soli vuoti giorni vani
e son successi fatti e fatti ancora son scivolati poi via come un chiaro fiume
e ti ricordi cara come stavamo bene, noi bene abbracciati: eravamo noi due.
Eravamo noi due.
 
Settembre ormai è arrivato, col suo manto delicato: un cappello di lana,
quieto il mondo è diventato e nella nebbia addormentato, ora attende che la luna
porti assieme al gelo, fra le stelle, la nel cielo, quel leggero, candido chiarore
e la notte sarà un viaggio, un ricordo od un miraggio, un mistero, un semplice colore.
Un semplice colore.
 
Grida fuori il magro albero spezzato nei suoi rami, dolore nel silenzio,
l'aria fredda ghiaccia i polsi e le dita e le mani, proprio come un tempo,
ti ricordi i cappotti, i guanti, sciarpe ed i cappelli, poi quei baci calorosi,
adesso guardo fuori: solo macchine e motori, poi orpelli, orpelli obrobriosi.
 
E Tu dove sei adesso, cosa fai e cosa credi, cosa pensi del mondo?
Le tue labbra sono rosse come un tempo però adesso io non ho piu quel sonno
adesso c'è l'inverno che arriva e porta via, scioglie tutto come cera
ma il ricordo è dentro, chiuso stretto che neanche il vento... però che bello era!
Però che bello era! Però che bello era, però che bello era!
 
 
9月13日

Oblio

 

Certo che è complicato

Mettere a fuoco la realtà,

certo che per me è complicato!

Mi dicono, mi parlano, mi chiedono, io non so!

Mi chiedono, mi parlano, mi dicono, ma io non so!

Certo che per è complicato!

Certo che di tempo è passato!

E adesso sai nel vento io ricordo quel tempo,

le stanze di bianco,

domande e risposte senza senso!

E adesso sai nel sole, io ricordo parole,

 nel cuore colpire

una dopo l’altra a ritmo denso!

E adesso non rimane niente di te in me,

di quello che provi per chiunque,

delle cose che non mi hai detto

mai, delle occhiate di getto

che sprofondavano nel più buio dei mondi il mio battito.

Certo che per me è complicato

Mettere a fuoco la realtà…

E adesso sai nel vento, fuori il tempo si fa freddo,

nel cuore l’oblio…

nel cuore l’oblio che mi ero promesso!