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日志


8月17日

....Ferragosto

Ragà.. GRAZIE .. E SCUSATE.. 
 
..cmq mo.. NOTTE BIANCA..!!!!
8月10日

Vorrei...

    

  Quando morirò,
 non mi importa dove andrò,
 se all'inferno o in paradiso,
 in qualche posto maledetto,
 vorrei solo poter vedere cantare
 Fabrizio in concerto...
 
8月6日

"La domenica delle salme", Fabrizio De Andrè

 

"La domenica delle salme", come detto, è senza dubbio l'apice dell'espressione politica nei testi di De André. In qualche modo fa un omaggio alla lotta dei comunisti che, di fatto, vede come gli unici ad agire contro l'oppressione, ma soprattutto è un attacco al rompete le righe, all'abbandono di ogni prospettiva di cambiamento che i dirigenti della sinistra impongono al mondo. Ovviamente non mancano gli attestati al terrorismo ma è anche la canzone della droga e di Milano come epicentro di una lotta che non c'è più (e De André dimostra che l'arte può davvero vedere nel futuro parlando della Baggina da dove, di lì a poco, sarebbe cominciata Tangentopoli).

In "Novecento" i segni di questa pace terrificante sono già all'opera, con il progresso che lascia indietro quattro quinti dell'umanità (questo motore che ci porta avanti quasi tutti maschi femmine e cantanti), con un bronzo di Versace che stupra in corsa e così via, ma la Nemesi è in agguato e i frutti di questo sviluppo, i figli belli e audaci si ribellano ai loro creatori e si lasciano morire (annegato come un coniglio), solo per ferire l'orgoglio del loro creatore. In realtà questi supratori in corsa sono almeno altrettanto stuprati loro stessi. Ma veniamo senz'altro alla "Domenica delle salme". Che ha già nel titolo il segno della sconfitta (domenica è il giorno del signore, cioè dei padroni, e insieme vi si festeggiano i sacramenti, qui in particolare il funerale, essendo la domenica delle salme).

Tentò la fuga in tram

verso le sei del mattino

dalla bottiglia di orzata

dove galleggia Milano

non fu difficile seguirlo

il poeta della Baggina

la sua anima accesa

mandava luce di lampadina

gli incendiarono il letto

sulla strada di Trento

riuscì a salvarsi dalla sua barba

un pettirosso da combattimento.

Parliamo dunque di Milano, la città della sconfitta, dove la modernità sembra passata al suo meglio.

Chi si contrappone a questa modernità sembra rappresentare una corrente morte e sepolta (poeta della Baggina). Ad ogni modo è chiaro di chi stiamo parlando: delle BR (la strada di Trento). Ma più in generale il comunismo (la barba) riesce a salvare piccole forze (un pettirosso) per le lotte future (pur sempre da combattimento). E questa è anche una citazione diretta di Loredana Berté.

I polacchi non morirono subito

E inginocchiati agli ultimi semafori rifacevano il trucco alle troie di regime

 E qui veniamo subito al dunque. Si narra qui del crollo dello stalinismo con tutte le conseguenze grandi e piccole. Dagli immigrati ai semafori ai voltagabbana (le troie di regime) che mantengono il mestiere cambiando padrone.

Lanciate verso il mare

I trafficanti di saponette

Mettevano pancia verso est

Chi si convertiva nel novanta

Ne era dispensato nel novantuno

La scimmia del quarto Reich

Ballava la polka sopra il muro

E mentre si arrampicava

Le abbiamo visto tutti il culo

 Qui di nuovo il tema centrale è l'aggressione del capitalismo trionfante alle popolazioni dell'est, con la conversione forzata che non è solo quella religiosa ma anche quella del marco della DDR.

Il quarto Reich vuole i suoi servi (simbolizzati dai polacchi), i quali devono pure essere contenti di essere stati liberati (ballano sulle macerie del muro), ma sono stati spogliati di tutto.

La piramide di Cheope volle essere ricostruita in quel giorno di festa

Masso per masso

Schiavo per schiavo

Comunista per comunista.

 Il trionfo del capitalismo è qui espresso dal simbolo massimo del potere schiavile: la piramide costruita appunto pezzo a pezzo dagli schiavi o dai comunisti, ormai definitivamente aggiogati al carro trionfante del mercato.

La domenica delle salme non si udirono fucilate

Il gas esilarante presidiava le strade

 La vittoria del capitalismo non ha bisogno di violenza, basta l'esaltazione quasi folle della vittoria medesima, non servono le armi da fuoco, al massimo per le strade si lanciano gas. Ma sono gas esilaranti in senso metaforico, è la droga del mercato che atterrisce ogni velleità di resistenza, non i lacrimogeni

La domenica delle salme si portò via tutti i pensieri

E le regine del "tua culpa" affollarono i parrucchieri

Per consolidare il trionfo occorre innanzitutto che i nuovi schiavi smettano di pensare.

Ma per maggior sicurezza le troie di regime sono pronte a entrare in scena più imbellettate che mai (vanno dal parrucchiere) per dare la colpa di tutto a chi prova a resistere.

L'idea del "tua culpa", che ribalta la struttura originale è davvero magistrale.

Nell'assolata galera patria il secondo secondino

disse a Baffo di sego che era il primo

 - si può fare domani sul far del mattino -

e furono inviati messi fanti cavalli cani ed un somaro

ad annunciare l'amputazione di una gamba

di Renato Curcio il carbonaro

 E qui l'attacco al PCI-PDS si fa frontale. Il secondo secondino è ovviamente D'Alema e per lui la burocrazia del PCI che propone al capo (Occhetto: Baffo di Sego, il "primo") di capitolare magari quando nessuno vede (sul far del mattino) e manda ambasciate a chi di dovere (che gente…fanti, cavalli cani ed un somaro). Ovviamente la capitolazione richiede di tagliare i ponti col passato, qui rappresentato dalla combattività delle BR. Addirittura, De André nobilita il terrorismo paragonando le sofferenze patite dai brigatisti in carcere al noto episodio risorgimentale delle "Mie prigioni" di Silvio Pellico.

Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni

auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni

 Ma la situazione non è per questo stabile. Non per nulla occorre un ministro per i temporali, il quale pur in mezzo alla gran cassa della propaganda (il tripudio di tromboni) sa bene che la "democrazia" non ha poi così tanta presa, tant'è che se la augura con il più classico dei gesti scaramantici

Voglio vivere in una città dove all'ora dell'aperitivo

non ci siano spargimenti di sangue o di detersivo

 La vittoria del capitalismo rende invisibile la violenza, ma non crea un sistema meno disumano. Diviene normale la disumanità; così come se nulla fosse (all'ora dell'aperitivo) ci può scappare il morto ma anche in senso metaforico (lo spargimento di detersivo che rappresenta lo spreco del capitalismo)

A tarda sera io e il mio illustre cugino De Andrade

eravamo gli ultimi cittadini liberi di questa famosa città civile

 perché avevamo un cannone nel cortile

Questa famosa città civile ha imprigionato tutti. Per essere liberi occorre ricorrere alla violenza (un cannone) o alla fuga (il cannone nel senso della droga).

E questo vale qui e in ogni luogo (il mio cugino De Andrade come idea di un paese latinoamericano)

La domenica delle salme nessuno si fece male

Tutti a seguire il feretro del defunto ideale

Ecco qui, usciti con le mani in alto i nemici, ai quali è al più lasciato di seguire le proprie idee e speranze come fossero un funerale, non serve ricorrere alla forza, si sono arresi senza combattere.

La domenica delle salme si sentiva cantare

- quant è bella giovinezza non vogliamo più invecchiare

L'approdo di ogni ideologia vittoriosa: così c'è stata storia ma ormai non ce n'è più (Marx), detto parodiando il motto rinascimentale di Lorenzo de' Medici

Gli ultimi viandanti si ritirarono nelle catacombe

accesero la televisione e ci guardarono cantare

Per una mezz'oretta poi ci mandarono a cagare

Qualcuno pronto a combattere c'è ancora. Ma per ora è costretto a nascondersi. Di fronte a questi personaggi il cantautore fa una figura ben misera: li rappresenta così poco che da essi è ben poco sopportato

Voi che avete cantato sui trampoli e in ginocchio

 coi pianoforti a tracolla vestiti da Pinocchio

Voi che avete cantato per i longobardi

 e per i centralisti per l'Amazzonia

e per la pecunia nei palastilisti

 e dai padri Maristi

Voi avevate voci potenti

lingue allenate a battere il tamburo

Voi avevate voci potenti

adatte per il vaffanculo

Ma c'è dell'altro e qui De André dà veramente il meglio di sé.

Si tratta di opportunisti, che vanno dove tira il vento, sempre pronti a genuflettersi (in ginocchio), a usare la pubblicità di una causa giusta (l'Amazzonia) per farci la pecunia (ma non è una scusa, è proprio la inevitabile doppiezza di chi lavora nel campo della musica commerciale). Eppure De André gli riconosce delle doti: voi potevate ribellarvi, gli dice Fabrizio, ma vi siete piegati e la conseguenza è la pace terrificante.

La domenica delle salme gli addetti alla nostalgia

accompagnarono tra i flauti il cadavere di Utopia

La domenica delle salme fu una domenica come tante

Il giorno dopo c'erano i segni di una pace terrificante

Un mondo diverso è impossibile, il luogo altro (u-topia) è morto.

Il capitalismo ha trionfato col terrore, un terrore invisibile, "pacifico", ma la sua pace atterrisce.

Mentre il cuore d'Italia

Da Palermo ad Aosta

Si gonfiava in un coro "di vibrante protesta".

 La canzone, la denuncia della vittoria schiacciante del mercato sulla vita si chiude con una seppur vaga speranza. Se il cervello è angosciato dal dramma del rovescio, il cuore almeno resiste e protesta.

Il canto diviene parlato, perché questa fiaccola sotto il moggio sia vista al suo meglio.

Ci fate schifo e per ora ce ne stiamo nelle catacombe in attesa della riscossa, ma torneremo.  

 

7月27日

Le stelle..


...Le stelle 
fanno
un bell'effetto...

7月26日

Democrazia


 Democrazia,
cemento,
la ruggine mangia il ferro imbrunito dal tempo,
la ruggine mangia le teste del popolo contento,
miseria, macerie..
spazzatura
e bambini per la strada,
gente squartata,  
 E DEMOCRAZIA,
democrazia
del popolo sovrano,
del potere cittadino..
dei capi di stato, dei ladri stato,
polizia di stato,
segreto di stato...
 COLPO DI STATO: tutto sistemato...
democrazia:
io non c'ho mai creduto.
 Democrazia di manifestazioni
di rossi, di neri,
molotov, manganelli!
 Democrazia
di guerre giuste,
guerre sante,
di bombe intelligenti,
a morte soldati spediti!
Alza le mani!
Alza le mani, Uccidi!

 
7月25日

...

Non capita spesso...
non capita mai... 
che io pianga per un film,
ma ci sono andato vicino quella volta...

7月21日

...


   
  ...Hai appeso tu la luna? 


7月20日

Sto impazzendo..



Porco due non ce la faccio più..
non ce la faccio..
non ci dormo la notte...
è diventata una cosa impossibile..
insopportabile... per me!
...Sto impazzendo
non ci capisco più nulla...



Co tutto sto Caldo...!!!
7月19日

Manifesto...


 
Grande è la confusione
sopra e sotto il cielo,
osare l'impossibile,
osare, osare e perdere!
Grande è l'impossibile,
osare la confusione,
il cielo è sopra e sotto:
ci si può solo perdere,
CI SI PUÒ SOLO PERDERE!
                      
                                                          
Manifesto - CCCP
7月15日

..Pensieri

 
             ...Come può un così semplice gesto
 nascondere una così bella sensazione
?
7月14日

Karl Marx

« ...la guida che ci deve soccorrere nella scelta d'una condizione è il bene dell'umanità, la nostra propria perfezione. Non si obietti che i due interessi potrebbero contrapporsi l'un l'altro... la natura dell'uomo è tale che egli può raggiungere la propria perfezione individuale solo agendo per il perfezionamento e il bene dell'umanità... »
7月12日

Poesia..


Si potrebbe andare in giro,
bere,
guardarsi intensamente
imbarazzati dai propri difetti...
 
Si potrebbero guardare le nuvole e le stelle,
gli orsi
e i leoni..
gli occhi ed il cuore... e poi fare l'amore...
 
E stare sdraiati sulla sabbia a fissare il cielo,
parlare con gli occhi
e sentirsi bene...
insieme...
 
e poi sentire caldo,
e poi sentire freddo...
e gridare che finalmente ci siamo riusciti...
ad andarcene via, anche solo per un istante...
che però è durato così a lungo...
 
quella notte ci sembrerà una vita,
una vita che nessuno scoprirà o toccherà....
una vita
solo
nostra.
7月9日

..diciotto

Un altro anno..
e uno in meno su questo mondo...
                       18..
6月18日

Belli ciao...







                                       ...O belli ciao o Belli ciao o Belli Ciao Ciao Ciao....

          Parto... Me ne vaaado!



6月17日

Che Guevara...


Quanto tempo è passato da quel giorno d'autunno
di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno;
tra sessioni d'esami, giorni persi in pigrizia,
giovanili ciarpami, arrivò la notizia.
Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto
sapere a brutto grugno: "Che" Guevara era morto.
In quel giorno d'ottobre, in terra boliviana,
era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara.
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,
perché con lui era morta la nostra speranza.
Erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni.
Erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni.
"Che" Guevara era morto
ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero
nel mondo rimaneva.
Passarono stagioni, ma continuammo ancora
a mangiare illusioni e verità a ogni ora.
Anni di ogni scoperta,anni senza rimpianti:
"forza compagni all'erta, si deve andare avanti".
E avanti andammo sempre,con le nostre bandiere,
intonandole tutte quelle nostre chimere.
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara.
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, mai più ritornerà.
Ma qualche cosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni.
"Che" Guevara era morto
e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva,
che qualcosa finiva.
E qualcosa negli anni terminò per davvero,
cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero.
I compagni di un giorno o partiti o venduti,
sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti.
Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara.
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà.
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi a decine che usate parole diverse, le stesse prigioni;
da qualche parte un giorno,
dove non si saprà,
dove non l'aspettate,
il "Che" ritornerà

Valzer per un amore...

Quando carica d'anni e di castità
tra i ricordi e le illusioni
del bel tempo che non ritornerà,
troverai le mie canzoni,
nel sentirle ti meraviglierai
che qualcuno abbia lodato
le bellezze che allor più non avrai
e che avesti nel tempo passato
ma non ti servirà il ricordo,
non ti servirà
che per piangere il tuo rifiuto
del mio amore che non tornerà.
Ma non ti servirà più a niente,
non ti servirà
che per piangere sui tuoi occhi
che nessuno più canterà.
6月12日

Morire..



Non conosco i vostri buoni propositi
perchè non mi riguardano,
esiste una sconfitta
pari al venire corroso
che non ho scelto io ma è dell'epoca in cui vivo...
La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere... 
5月20日

...fianchi...

Vorrei guardarti un pò più piano
di quando avvicinandomi,
come quando alle feste
non si tirano coriandoli,
ma bombe a mano
tu mi dici di andarmene
e io mi allontano.

Vorrei guardarti
un po piu da vicino
di quando mi resti sempre in mente
e poi, i fianchi guardandoti,
gli occhi e il seno,
sbaglio sempre.