alex's profileLa cultura il cul ti tur...PhotosBlogLists Tools Help

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    August 12

    Umile Storia del Mondo. (Dalla nascità sua, alla fine)

    La Genesi

    In principio era nulla...

    Ma lucciole giganti
    sorseggiarono bambino l'azoto,
    l'aria esplose calda
    e dentro quell'immenso vuoto,
    un tuono risuonò...

    Tra tempeste ad orizzonti,
    sopra mari azzurri e verdi
    sterminate praterie.
    Giostre di latte e stelle
    giocavano con i nostri Dei:
    lance acuminate in guerre
    e scudi, persi nella civiltà!

    Ed ora i pianeti
    s'inseguono in un giro tondo infinito,
    ora le stelle,
    senza occhi, cadono libere a terra,
    nessuno le catturerà...

    Bocche di fuoco e mille lune,
    mari caldi e blu profondo,
    enormi alberi di ulivi!
    Gas e polvere e silenzio,
    solo gl'urli dei nostri Dei
    combettavano la pioggia
    su quell'immensa civiltà.

    Ora il nulla piu non sarà...

    La Prima Vita, la Natura e l'Evoluzione (Il primo uomo)

    Poi...
    si accese una luce,
    nel gelo, un calore
    una grotta,
    riscaldò
    e nella muffa
    s'apri un guscio
    di verde vita!

    Un involucro
    di dura scorza
    rosso fuoco
    s'avviò
    verso il mare
    e lì restò...
    per anni ancora.

    Fronde verdi ed alberi umidi,
    accolgono adesso i voli imperici
    degli uccelli dalle grandi ali.
    Abeti ora regalano, a atavici
    esseri del sottobosco nuovo,
    ombre e i funghi crescono sui rami.
    Cadono le foglie e ora colorano
    di tappeti magici le selve,
    quando questo fiore fiorirà
    sopra quest'immensa civiltà?

    Ora...
    sopra le spiagge,
    rinsacca e risale
    il mare
    e il guscio molle,
    ha rovesciato.
    Quell'animale
    ed i suoi simili
    le coste hanno invaso.

    Mille creature,
    mille colori,
    popolarono
    gli antri scuri e l'aria,
    verso le terre
    e li rimasero
    per anni ancora...

    Piano s'iniziò poi il declino,
    di un'evoluzione o di un cammino,
    che porto ad esseri capaci.
    Piano si svegliarono quei corpi,
    piano si alzaron da terra gli occhi
    presero le mani poi forma ardita.
    Arme, lance e punte non di Dei,
    che di certo con le stelle non giocarono,
    ma per cacce ed uccisioni atroci sai,
    preser forma in quell'immensa civiltà!

    L'Evoluzione II (Tribù, Villaggi, Città)

    Nelle grotte si consumano
    le notti di quegl'uomini,
    fra le grida delle belve

    la fuori che s'intrecciano
    col vento che dimora
    nelle piante, fra i lor rami,

    fra le serpi che ora strisciano
    tra le dune della sabbia
    e la fiamma che ancor scricchiola,

    trasportando il fumo-salma,
    verso un cielo colorato
    di un intenso
    blu...

    Pellicce calde di animali,
    carne e sangue serviranno
    per il freddo inverno e lungo.

    Cacciatori cosi muovono
    dentro le foreste buie
    a cercare caccione...

    Contadini improvissati,
    curvi al sole, al vento al mondo,
    ora fanno da mangiare.

    Lungo il fiume, terre umide
    limo adatto a coltivare,
    palafitte e pescatori,
    in tribù!

    Si raccolgono le legne, si rattoppan le dimore,
    paglia e fieno e tronchi marci, per creare la città,
    Come funghi crescon ora, folti i tetti dei villaggi,
    si redigono le leggi e si eleggon i saggi,
    poi i guerrieri e i predicanti di chissà che divinità!

    Lance e spade e scudi e punte sempre piu acuminate,
    non per Dei o per cacciare, (ora solo avversità)
    ergono i soldati effimeri dalle loro forti braccia,
    e delinean territori, tracce rosse e in terra sangue:
    guai a chi calpesterà la mia privata proprietà!

    Ma non basta,
    poichè alzata
    la vista,
    si è scorte, dillà
    nuove terre
    e possibilità!

    Ma non basta:
    acclamata
    la propria
    superiorità,
    ora corron
    le città...
    Veloci le città!

    E non bastano lance e spade e scudi, no!

    Le Età moderne/Disevoluzione

    Violini suonano
    nell'ombra sinfonie
    che orecchio umano no,
    non può comprendere:
    Nell'aria umida
    rimbomban secchi,
    ferro e cemento
    e astri vecchi
    dall'alto cadono
    si sente un suono...

    cammina l'uomo...

    E si fa grande adesso quella paura,
    boschi neri e fitti, alberi dai tronchi lunghi
    sono solo scudi e lance dalla punta scura,
    sui rami crescono velenosissimi funghi!

    Rintocchi flebili
    di tamburelli
    di tela ruvida,
    scandiscono le ore.
    Passano piano
    i giorni tetri,
    e carni putride
    d'imbelli vittime
    copron le strade...
    si sente un tuono!

    Striscia ora l'uomo...

    L'Età contemporanea/Disevoluzione II

    Porte di vetro, lasciate marcire,
    lance di piombo fuso nel cielo
    bucan le nubi, feriscon le stelle,
    fari e lampioni, uccelli di fuoco
    lanciano bombe sui tuoi paradisi,
    le schedine bruciano la città!

    Chi ha ragione è sempre il più forte,
    e chi ha più ragione sta sempre più su
    di lavora nei campi la terra,
    di chi una terra nemmeno ce l'ha,
    sorrisi finti, favori per voti,
    nelle cabine c'è la tua libertà!

    Guerre per guerre, petrolio per oro,
    e più non si gioca con i nostri Dei,
    c'è solo una sfida fatta di luci,
    di colori di verde, nero e moderno,
    spezzate le lance, forati gli scudi,
    arruginite le giostre si son!

    Piangon le stelle e gli astri di latte,
    le lucciole dormono ora impaurite,
    da lampioni e fari, dalle lance di piombo,
    dalle banche di nitro, 'denaro' è il sogno,
    sulle curve schiene dei lavoratori,
    piangon le stelle sulla città!

    La Morte

    Giunge così al termine un ciclo,
    ancor prima di aver rivisto
    la rossa sua coda infiammata.

    La Rinascita (Il Poeta, l'Arista, lo Scultore)

    Ma nella distruzione,
    s'erge alto fra tutti l'artista.

    "O Musa incantata, dolce mia ispiratrice,
    regala a me, devoto, le parole con cui dire
    in miglior modo cosa c'è che il mondo ora afflige,
    che gli uomini del futur potran così capire.
    Io disegnerò con i miei versi questa effige
    dolorosa insanguinata dal nostro tempo avaro,
    coglierò codesti frutti troppo acerbi e troppi amari,
    per tramutarli poi in un frutto tanto raro
    che trovarlo ora non puoi nemmen in fondo ai mari,
    saprai son quei frutti arte e versi e sculutura,
    le vere e uniche armi che tal mondo salveranno,
    le vere e uniche lance che salveran Natura,
    le vere e uniche forze che gl'uomini oggi hanno!"

    Il mio pennello sarà una bandiera,
    lancia lucida e perfetta di libertà!
    E la primavera, dalla mia tavolozza
    di colori splendidi colorerà un'era!
    Quell'aria sozza, di melma di potere
    via spazzerà con tutta la sua enorme forza!
    Starò a vedere quella decadenza
    tipica di chi non riesce più a sognare,
    cadrà Demenza, cadranno i regni
    della democrazia della prepotenza.
    Solo i segni più chiari della tela
    saranno a vigilare sopra quest'umani!

    Scolpirò io piano i miei giorni
    in questo marmo così bianco
    e mai prima della fine
    il mio scalpello sarà stanco...

    Il nero caccerò via dall'asfalto,
    piombo e lance saranno l'ornamento
    cosi splendino e genuino
    di un nuovo mondo...

    Un nuovo mondo nascerà....

    La Fine Ultima.

    In principio era il nulla...

    Una sfera di fuoco
    coprira il nostro mondo fino al cielo,
    un vento caldo
    arriverà dal est, ci porterà il sole
    e rimbomberà...

    Fra gli orpelli orripilanti,
    fra i uomini orrendi
    e le grandi malattie,
    giocheranno quelle stelle
    una guerra con i nostri Dei:
    lance e scudi di azoto,
    spade per bambini divertenti.

    Ci sarà soltanto
    un grido alto che tuonerò nel mondo,
    si fermerà lo spazio
    intorno, l'universo imploderà,
    si, imploderà...

    Fra la macchine e i motori,
    fra le stragi e gli orrori,
    le grandi malattie,
    quelle stelle danzeranno
    un tango con i nostri Dei,
    guerra ai falchi fatti santi,
    lance e spade e scudi e alianti
    in un'eterna splendida civiltà!

    Ora più male non sarà...

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