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August 12 Umile Storia del Mondo. (Dalla nascità sua, alla fine) La Genesi In principio era nulla... Ma lucciole giganti sorseggiarono bambino l'azoto, l'aria esplose calda e dentro quell'immenso vuoto, un tuono risuonò... Tra tempeste ad orizzonti, sopra mari azzurri e verdi sterminate praterie. Giostre di latte e stelle giocavano con i nostri Dei: lance acuminate in guerre e scudi, persi nella civiltà! Ed ora i pianeti s'inseguono in un giro tondo infinito, ora le stelle, senza occhi, cadono libere a terra, nessuno le catturerà... Bocche di fuoco e mille lune, mari caldi e blu profondo, enormi alberi di ulivi! Gas e polvere e silenzio, solo gl'urli dei nostri Dei combettavano la pioggia su quell'immensa civiltà. Ora il nulla piu non sarà... La Prima Vita, la Natura e l'Evoluzione (Il primo uomo) Poi... si accese una luce, nel gelo, un calore una grotta, riscaldò e nella muffa s'apri un guscio di verde vita! Un involucro di dura scorza rosso fuoco s'avviò verso il mare e lì restò... per anni ancora. Fronde verdi ed alberi umidi, accolgono adesso i voli imperici degli uccelli dalle grandi ali. Abeti ora regalano, a atavici esseri del sottobosco nuovo, ombre e i funghi crescono sui rami. Cadono le foglie e ora colorano di tappeti magici le selve, quando questo fiore fiorirà sopra quest'immensa civiltà? Ora... sopra le spiagge, rinsacca e risale il mare e il guscio molle, ha rovesciato. Quell'animale ed i suoi simili le coste hanno invaso. Mille creature, mille colori, popolarono gli antri scuri e l'aria, verso le terre e li rimasero per anni ancora... Piano s'iniziò poi il declino, di un'evoluzione o di un cammino, che porto ad esseri capaci. Piano si svegliarono quei corpi, piano si alzaron da terra gli occhi presero le mani poi forma ardita. Arme, lance e punte non di Dei, che di certo con le stelle non giocarono, ma per cacce ed uccisioni atroci sai, preser forma in quell'immensa civiltà! L'Evoluzione II (Tribù, Villaggi, Città) Nelle grotte si consumano le notti di quegl'uomini, fra le grida delle belve la fuori che s'intrecciano col vento che dimora nelle piante, fra i lor rami, fra le serpi che ora strisciano tra le dune della sabbia e la fiamma che ancor scricchiola, trasportando il fumo-salma, verso un cielo colorato di un intenso blu... Pellicce calde di animali, carne e sangue serviranno per il freddo inverno e lungo. Cacciatori cosi muovono dentro le foreste buie a cercare caccione... Contadini improvissati, curvi al sole, al vento al mondo, ora fanno da mangiare. Lungo il fiume, terre umide limo adatto a coltivare, palafitte e pescatori, in tribù! Si raccolgono le legne, si rattoppan le dimore, paglia e fieno e tronchi marci, per creare la città, Come funghi crescon ora, folti i tetti dei villaggi, si redigono le leggi e si eleggon i saggi, poi i guerrieri e i predicanti di chissà che divinità! Lance e spade e scudi e punte sempre piu acuminate, non per Dei o per cacciare, (ora solo avversità) ergono i soldati effimeri dalle loro forti braccia, e delinean territori, tracce rosse e in terra sangue: guai a chi calpesterà la mia privata proprietà! Ma non basta, poichè alzata la vista, si è scorte, dillà nuove terre e possibilità! Ma non basta: acclamata la propria superiorità, ora corron le città... Veloci le città! E non bastano lance e spade e scudi, no! Le Età moderne/Disevoluzione Violini suonano nell'ombra sinfonie che orecchio umano no, non può comprendere: Nell'aria umida rimbomban secchi, ferro e cemento e astri vecchi dall'alto cadono si sente un suono... cammina l'uomo... E si fa grande adesso quella paura, boschi neri e fitti, alberi dai tronchi lunghi sono solo scudi e lance dalla punta scura, sui rami crescono velenosissimi funghi! Rintocchi flebili di tamburelli di tela ruvida, scandiscono le ore. Passano piano i giorni tetri, e carni putride d'imbelli vittime copron le strade... si sente un tuono! Striscia ora l'uomo... L'Età contemporanea/Disevoluzione II Porte di vetro, lasciate marcire, lance di piombo fuso nel cielo bucan le nubi, feriscon le stelle, fari e lampioni, uccelli di fuoco lanciano bombe sui tuoi paradisi, le schedine bruciano la città! Chi ha ragione è sempre il più forte, e chi ha più ragione sta sempre più su di lavora nei campi la terra, di chi una terra nemmeno ce l'ha, sorrisi finti, favori per voti, nelle cabine c'è la tua libertà! Guerre per guerre, petrolio per oro, e più non si gioca con i nostri Dei, c'è solo una sfida fatta di luci, di colori di verde, nero e moderno, spezzate le lance, forati gli scudi, arruginite le giostre si son! Piangon le stelle e gli astri di latte, le lucciole dormono ora impaurite, da lampioni e fari, dalle lance di piombo, dalle banche di nitro, 'denaro' è il sogno, sulle curve schiene dei lavoratori, piangon le stelle sulla città! La Morte Giunge così al termine un ciclo, ancor prima di aver rivisto la rossa sua coda infiammata. La Rinascita (Il Poeta, l'Arista, lo Scultore) Ma nella distruzione, s'erge alto fra tutti l'artista. "O Musa incantata, dolce mia ispiratrice, regala a me, devoto, le parole con cui dire in miglior modo cosa c'è che il mondo ora afflige, che gli uomini del futur potran così capire. Io disegnerò con i miei versi questa effige dolorosa insanguinata dal nostro tempo avaro, coglierò codesti frutti troppo acerbi e troppi amari, per tramutarli poi in un frutto tanto raro che trovarlo ora non puoi nemmen in fondo ai mari, saprai son quei frutti arte e versi e sculutura, le vere e uniche armi che tal mondo salveranno, le vere e uniche lance che salveran Natura, le vere e uniche forze che gl'uomini oggi hanno!" Il mio pennello sarà una bandiera, lancia lucida e perfetta di libertà! E la primavera, dalla mia tavolozza di colori splendidi colorerà un'era! Quell'aria sozza, di melma di potere via spazzerà con tutta la sua enorme forza! Starò a vedere quella decadenza tipica di chi non riesce più a sognare, cadrà Demenza, cadranno i regni della democrazia della prepotenza. Solo i segni più chiari della tela saranno a vigilare sopra quest'umanità! Scolpirò io piano i miei giorni in questo marmo così bianco e mai prima della fine il mio scalpello sarà stanco... Il nero caccerò via dall'asfalto, piombo e lance saranno l'ornamento cosi splendino e genuino di un nuovo mondo... Un nuovo mondo nascerà.... La Fine Ultima. In principio era il nulla... Una sfera di fuoco coprira il nostro mondo fino al cielo, un vento caldo arriverà dal est, ci porterà il sole e rimbomberà... Fra gli orpelli orripilanti, fra i uomini orrendi e le grandi malattie, giocheranno quelle stelle una guerra con i nostri Dei: lance e scudi di azoto, spade per bambini divertenti. Ci sarà soltanto un grido alto che tuonerò nel mondo, si fermerà lo spazio intorno, l'universo imploderà, si, imploderà... Fra la macchine e i motori, fra le stragi e gli orrori, le grandi malattie, quelle stelle danzeranno un tango con i nostri Dei, guerra ai falchi fatti santi, lance e spade e scudi e alianti in un'eterna splendida civiltà! Ora più male non sarà... TrackbacksWeblogs that reference this entry
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