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    September 13

    Canzone dell'Autunno

    Tu te ne sei andata mesi fa e non è rimasto
    di te che stanze vuote, un accappatoio mesto,
    muri sporchi e le lacrime di un pianto mai chiesto
    e gli affetti sparsi in fogli di un amore guasto.

    E le domande solite su questa nostra vita
    che ti fai e rifarai ripercorrendo, ormai sfinita,
    i soliti tuoi passi, i solchi sulla via smarrita,
    accorgendoti che ormai è solo aria ingiallita,

    le porterà via il vento assieme alle foglie gialle,
    cadrà la neve presto e spariranno le farfalle,
    la notte coprirà i fiori, il sesso e le cose belle
    saran gli ultimi raggi solo, fra le tapparelle.

    I colori di una notte alla finestra, ti ricordi?
    I baci caldi, i baci dati e i nostri grandi giorni
    ora sono solo note secche ed accordi sordi,
    non ti aspetto e non mi aspetto che tu ritorni.

    Troverai altre vie, altri amori o quel che sia,
    ti scorderai o forse già ti sei scordata questa mia,
    ti scorderò, ma si lo so, col tempo e poi via
    me ne andrò per altre vie e poi la fuori anch'io...

    E poi la fuori anch'io, le mie domande ormai stanche,
    quando dal ciel cadranno quelle mille stelle bianche,
    quando l'inverno poi quieterà le montagne alte,
    le condonerò al vento ed al suo volo d'aliante.

    L'asfalto nero adesso si fa freddo pian piano,
    nell'aria già riecheggia quel suono quasi strano
    di fine estate e d'autunno che ti prende per mano,
    di soli sempre più pallidi e di nuvole in divano.

    La stanca gente ora ritorna alla sua solita vita,
    lavoro e stress ed è li che ti accorgi ch'è finita
    quell'estate cosi breve che ancora tu non hai capita,
    di brevi amori e delusioni che ti hanno rapita.

    Gli alberi si spogliano di foglie e di duri
    rami secchi e torti, come dei vestiti scuri,
    macchiano le strade e ritagliano sui muri
    angoli taglienti ed inquietanti figuri.

    Occorre che mi stacchi un po' da questo tavolino,
    avrei bisogno d'aria, di una donna e di vino,
    aria: è inverno ed il tempo già ne offre e il vino,
    vino: beh, quelle bottiglie so che mi staran vicino...

    Donna: tu, beh donna ahimè, in questo inverno freddo,
    tu non sai che bisogno che ho di te, ma ti prometto:
    quel tuo seno e quei tuoi occhi non avranno alcun effetto,
    né quella bocca o i fianchi, né quel "tuo-me" perfetto...

    Sapran scalfire il cuore corazzato di metallo,
    se vorrai sarò su un letto ad aspettarti li, al caldo,
    se vorrai sarò soltanto li, per un ultimo ballo,
    se vorrai sarà la notte a cancellare tutto quanto.

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