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La cultura il cul ti tura e nessuno più t'incula!

alex prosperi

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NON PREOCCUPARTI DEL TUO FUTURO...
NON CE L'HAI!
November 04

L'inno del Rancore

E oggi il sole, in alto la,
di una strana luce
raggiava,
quasi la porta, da qui sembrava,
fra il pallore e il gelo,
fatta schiava,
di quell'istante di fioca luce,
di pace dal cielo,
di rugiada.
Ed io quasi venni rapito
dalle giostre ariose.
Cantava...
...nel passo lento,
un uomo scuro in volto,
parole strane,
che ben non riuscivo a udire,
ma....
suonavano come
un inno al rancore,
per tutto il rumore subito in quegli anni,
per tutto il dolore, per tutti gli affanni,
che sulla schiena ha dovuto portare
senza mai l'ombra di un grazie.
Per la miseria e per tutto la fame,
e tutta la pioggia in un cappello vuoto
per solo il colore di un soldo bucato,
senza mai l'ombra di un sorriso.

E sulla strada ormai se ne va,
con una strana luce
che l'attorniava,
e la magia della mattina,
subito, di ratto si spense,
già pioveva,
ancora l'uomo, la che cantava,
piano, piegato avanzava....
Cantava...
nel passo cupo,
quell'uomo scuro in volto,
parole secche come un rombo di tuono,
parole fredde,
come la morte fredda,
come l'inverno che adesso arriva
a noi....
suonavano come
un inno al rancore,
per tutto il cielo che ha visto passare,
e per le donne che non ha saputo mai amare
per tutto il dolore di un cuore spezzato,
per un suo cane ammazzato...
Per tutta la gente che ha visto morire,
per tutte le mamme che ha visto pregare
Dei che non hanno mai avuto pietà,
per tutte le mine sulla città.

...Urlava al buio, il buio aspettava,
nell'ultima ora, quella fatale,
diceva "Io, morso ormai dal rancore,
io oramai che posso fare?"
Diceva "Qui, qui sdraiato per strada,
vedrò passare le mie ultime ore!"
e mentre cantava, nel ventre cresceva
grande una rabbia, grande un magone,
"Mi piacerebbe sai, vedervi morire
mentre gridate -Avevi ragione!-"
October 30

Caronte's Speech

La morte giungerà con un sorriso,
dai boschi, sopra due serpenti,
dai boschi, dietro i salici piangenti,
dai boschi, dietro i salici piangenti all'ombra
e vi porterà lontano nella polvere da cui non si ritorna....
Quando la morte giungerà
avrà sul viso un sorriso,
via vi porterà
un corpo senza sangue
via vi porterà
con la falce che piange,
con la falce che piange.

La morte giungerà con un sorriso,
dai boschi, in una notte bruna
e appollaiati voi su di una poltrona...
e appollaiati voi su di una poltrona puzzolente,
vi ritroverà morenti la con un sorriso da demente.
Con un sorriso da demente,
con i denti in un bicchiere,
senza più niente da dire
con un culo da lavare voi vedrete arrivare
due, gli occhi rossi, due, di un gondoliere.

E la sua barba bianca,
ed una luna stanca
riflessa sullo Stige,
dalle sponde nere,
sarà l'effige
del vostro miserere,
ma il sordo pipistrello
non ha orecchie per sentire:
le porte dell'inferno
già si stanno per aprire
per voi.

Non la sentite voi questa melodia
che batte sulle costole dei morti,
che danzano lugubri balli sulla riva
aspettano che io li riporti
con il mio vascello leggero
dall'altra sponda del fiume.
E intanto i remi, battono grevi,
cadono in tonfi sopra le onde
come gli uccelli senza le piume!

Ho visto anime giunte fin qua
con che coraggio chiedere pietà,
senza più occhi ormai, scavati in fondo da
la loro misera sciocca esistenza,
dalle brutalità della loro scienza....
Adesso piangono amare lacrime,
inginocchiate a me, specchiano il Lete,
gridano, urlano un pianto sordo,
gridano, strillano, come straziate,
ma qui il dolore è solo un ricordo,
la punizione che li toccherà
sarà la morte per l'eternità.
October 18

Sognando Rivoluzione

Mi alzo, ogni mattino,
con il piede sbagliato,
sognando Rivoluzione!
E adesso son qui seduto
gridando quest'ambizione,
con muta, muta, muta voce.

Sveglio sono ormai, c'è il sole in alto la
già nel cielo da tre ore, ma non scalda.
Il vento nella stanza entra soffiando piano,
sono i capelli una bandiera che danza.
Il buio della stanza copre il volto amaro mio,
questa notte io l'ho bevuta tutta d'un fiato.
E le lacrime agli occhi che si staccano pian piano,
brillan come lucciole che poi cadono nel prato.
Ho voglia di restare ancora un po' nel caldo
delle coperte smosse dai sogni rivoluzionari,
ho voglia di un caffè caldo, di ore lunghe e intense,
di lettere ogni giorno per salutar i miei cari.

E magari...

...una bella bottiglia di vino,

magari Montepulciano,

una calda felpa di seta,

un film da guardare la sera

seduto o sdraiato in divano

con una donna o magari due,

a cui dar tutto l'amore,

sognando la Rivoluzione.

"E' di sicuro il delirio di un folle"

"Noi diciamo basta"
-E' di sicuro il delirio di un folle...
...auspico che non si apra un dibattito sul nulla-

Un sole blu,
nel ciel lassù...
oh quella sera mi accecava,
nuvole rosa
là sopra i monti,
fiori di pesco
e tutt'intorno albeggiava!
Un mare grande
come me,
con gli occhi dolci da Madonna,
occhi di figlia,
il vento poi negli occhi vi
portò la sabbia
e io mi svegliai,
mi ritrovai a cantare il mare
con le conchiglie.
Le labbra rosse
come un divano
erano, 
su dormire dolcemente,
profumo d'erba e di lontano
vedevo un cielo verde come un prato
che copriva il cemento,
e poi stelle, mille stelle
illuminavano le curve di una donna
dai piedi scalzi e lei distesa
nuda e bella su una collina
e via li curva per curva
arrivare fino in cima,
fino a giù...
Farfalle e libellule,
sopra la testa a bailar,
in quella notte
tango intorno ad un falò,
la tarantelle,
i giri delle gonne corte
sfidavano il sonno
e la morte!
Vino nero e chitarre,
fumi di cioccolata,
bianca la neve scendeva
sopra la valle...
...un soffio
quasi leggero,
entrò dalla finestra,
un brivido lungo la schiena
e poi rientrai a casa.

"W la Rivoluzione, BRCC"
September 13

Morte in S.S.

Sotto le stelle brillano strade
s'intreccian nei portici le catene dei cani
randagi, nella notte, fra le pietre
dei lager, tintinnano su sinfonie pedanti
e verso un nuovo albeggiar, vanno stanchi.

L'erba dipinge triste i ciottoli,
di verde, nel buio, fra i fiumi neri del vino
che scorre, va, là, lento fra i rami,
come un lieve torrente d'altura fra rocce,
come fra le crepe della terra, la pioggia.

Un colpo, un ferito, a terra
cade morto un uomo,
gli occhi puntano al cielo lontano,
di vetro, vuoti, impietriti,
spalancati, impauriti
urlano rabbia, crude bestemmie,
nessuno sente, neanche Dio...

Piano rosseggia il cielo,
riaprono intorno le serrande dei bar,
nell'aria di caffè si espande
l'odore, sceman le danze, le canzoni,
assorti rientran i cani ed escono i buoni.

Sotto il sole brillano strade,
s'intreccian nei portici le borse delle
signore, fra i negozi aperti,
fra gli sconti, le pellicce, le scarpe costose
tornati i piccioni già son fra guglie spinose.

Molli passano di là,
tronfi e boriosi i signori,
gli occhi puntano all'uomo lontano,
di rabbia e schifo riempiti,
disgustati, inorriditi,
per quella morte che la si stende,
ma nessuno vuole, nessuno sa...

.... Morte in S.S.
la notte dopo si scorderà,
tornerà gente, sempre la stessa
dentro la piazza a bailar!
Tornerà gente, sempre la stessa
dentro la piazza a bailar!

Noia

Noia che te ne stai li senza fiatare
a spiare le mie ore,
mentre chiuso dentro il letto
me ne sto io a pensare,
che ammanti di silenzio il mio tetto
dimmi un pò che te ne pare di 'sto fatto.

Noia che di buio tu dipingi intorno
tutta quanta la mia stanza,
fino a quando poi il di farà ritorno,
dentro la luce che avanza,
che mi soffochi la testa dentro i perchè
dimmi cosa ne vuoi fare tu di me.

Noia, noia...
impedisci al sole di poter entrare qui,
vorrei dormire ancora e tu no, non farmi alzare,
e poi
non vorrei camminare fino a li
e vedere quella gente
senza senso gridare
e buttare questo corpo senza fame giù da loro
e buttare questo corpo senza sonno giù da loro!

Mi da noia
uscire al primo sole così pallido del dì,
meglio starsene seduto sul divano ad oziare,
e poi
non vorrei mai arrivare fino a li,
quella gente parla troppo
senza mai dire niente,
non vorrei mai finir laggiù insieme a quella gente
non vorrei mai buttarmi laggiù insieme a quella gente.

Noia che te ne stai li senza parlare,
a spiare il mio sudore,
mentre stretto dentro al letto
penso a quanto ha fatto male,
condividere con lei questo mio tetto,
dimmi un po' che te ne pare di 'sto fatto.

Noia che di fermo tu dipingi tutto,
e l'intorno sembra stare
fisso immobile a guardare questo lutto
che a me ha preso il cuore,
Noia toglimi da dentro tutto quanto, tutto ciò,
evita che mi lasci andare, ed io vivrò.

Canzone dell'Autunno

Tu te ne sei andata mesi fa e non è rimasto
di te che stanze vuote, un accappatoio mesto,
muri sporchi e le lacrime di un pianto mai chiesto
e gli affetti sparsi in fogli di un amore guasto.

E le domande solite su questa nostra vita
che ti fai e rifarai ripercorrendo, ormai sfinita,
i soliti tuoi passi, i solchi sulla via smarrita,
accorgendoti che ormai è solo aria ingiallita,

le porterà via il vento assieme alle foglie gialle,
cadrà la neve presto e spariranno le farfalle,
la notte coprirà i fiori, il sesso e le cose belle
saran gli ultimi raggi solo, fra le tapparelle.

I colori di una notte alla finestra, ti ricordi?
I baci caldi, i baci dati e i nostri grandi giorni
ora sono solo note secche ed accordi sordi,
non ti aspetto e non mi aspetto che tu ritorni.

Troverai altre vie, altri amori o quel che sia,
ti scorderai o forse già ti sei scordata questa mia,
ti scorderò, ma si lo so, col tempo e poi via
me ne andrò per altre vie e poi la fuori anch'io...

E poi la fuori anch'io, le mie domande ormai stanche,
quando dal ciel cadranno quelle mille stelle bianche,
quando l'inverno poi quieterà le montagne alte,
le condonerò al vento ed al suo volo d'aliante.

L'asfalto nero adesso si fa freddo pian piano,
nell'aria già riecheggia quel suono quasi strano
di fine estate e d'autunno che ti prende per mano,
di soli sempre più pallidi e di nuvole in divano.

La stanca gente ora ritorna alla sua solita vita,
lavoro e stress ed è li che ti accorgi ch'è finita
quell'estate cosi breve che ancora tu non hai capita,
di brevi amori e delusioni che ti hanno rapita.

Gli alberi si spogliano di foglie e di duri
rami secchi e torti, come dei vestiti scuri,
macchiano le strade e ritagliano sui muri
angoli taglienti ed inquietanti figuri.

Occorre che mi stacchi un po' da questo tavolino,
avrei bisogno d'aria, di una donna e di vino,
aria: è inverno ed il tempo già ne offre e il vino,
vino: beh, quelle bottiglie so che mi staran vicino...

Donna: tu, beh donna ahimè, in questo inverno freddo,
tu non sai che bisogno che ho di te, ma ti prometto:
quel tuo seno e quei tuoi occhi non avranno alcun effetto,
né quella bocca o i fianchi, né quel "tuo-me" perfetto...

Sapran scalfire il cuore corazzato di metallo,
se vorrai sarò su un letto ad aspettarti li, al caldo,
se vorrai sarò soltanto li, per un ultimo ballo,
se vorrai sarà la notte a cancellare tutto quanto.
September 04

Je me rends Amore mio


Chiudi gli occhi,
siamo
noi
siamo li, per sempre,
soprattutto se hai qualcosa in mente
su di me.
Camel danzano,
Nero
e noi
siamo li,
sopra quella finestra,
il silenzio delle auto non è niente
su di me!

Via, vai via, via
su quel treno rapitore,
mia, sei mia, mia,
doccia al sapor di more,
per sempre mia, Amore...

Je me rends, mon amour,
Amore mio...
...just parce que le mer
le mer
est trop sombre,
and I can't, i can't
listen to your silence no more!
No more!

Je me rends, mon amour,
Amore mio...
...just parce que je ne voix,
je ne voix
plus dans ton silence,
une fois a été mouillè
par la salive sucrè... tua dolce!
But no more!

Chiudi gli occhi,
sognami,
noi
siamo sempre noi,
sopratutto se tu, se tu tornerai
da me.
Camel danzano,
Nero
e noi,
dove siamo
noi...? Perduti nel....
Nel silenzio, ma non è niente, capirai,
per me.

Via, via, sempre via,
chissà dove sarai per me,
ma mia, mia, solo mia,
ti voglio qua, senza perchè,
Settembre è duro e scuro....

Je me rends, amour moi
Amore mio......
just parce que je ne voix,
je ne voix
plus dans ton silence,
une fois a été mouillè
par la salive sucrè... No more!
No more!

Je me rends, mon amour,
Amore mio...
...just parce que le mer
le mer
est trop sombre,
and I can't, i can't
listen to your silence no more!
No more!
August 20

A cento metri da me stesso


Le faccie di Luna fra nuvole beige,
cantavan tenui seranate d'estate,
le bionde stelle su questa notte
danzavan sopra le onde del mare.

D'una bambina i giochi d'amore
raccolti dal vento in mille parole,
conchiglie che danzano attorno ai falò.

Chitarre e vino, strane danze tribali
di riti pagani di eretici maghi,
storie di sbornie che la Luna cantò.

Spasmi d'argento del vento fratello
gravide dune di sabbia avvolgean,
le fronde verdi fra i rami cantavan,
gonfiavan vele d'un antico vascello.

A cento metri più in la di un fiore,
dentro le vene gonfie della città,
dentro le mura della libertà,
fra fiumi di sangue, rosso d'amore.

D'una bambina secche parole,
raccolte dal vento poi fatte rumore:
"Attenti, i pirati arrivan dal mare!"

"E corvi nervi fra i merli imbiacati!"
Scudi ed arceri, soldati parati:
ora l'isola è pronta a affrontare il terrore.

E cento metri più in la io nacqui,
cento le voci che s'udiron nel vento,
cantava Luna il suo grande sgomento,
suonato nei flauti da magici ratti.

Cento metri più in la di un fiore,
sotto le stelle, su le onde del mare.
Perse le strade, smarrite le rotte,
cantava la Luna, ballava la notte.

D'una bambina le grida d'amore
raccolte dal vento poi fatte calore,
conchiglie che ballano attorno a un falò.

Le perle ghiacciate di un'argentea brina,
le terre sterrate, l'erba della collina,
le storie di parti che la mia Luna cantò.
August 14

Stella


Gialla, come la sabbia d'Arabia,
stanca, appoggiata a un pezzo di sole
o nell'ombra che copre la via...
attende che la sua lunga agonia,
faccia il suo ultimo giro di tango!

E intanto,
nel mondo,
noi,'l'uomo',
corriamo ancora
nell'oblio:
il ventre
di queste
città.

Pensando
al mare,
all'amore,
all'estati perdute
nei versi
del sesso
non fatto
con lei.

Il vento accarezza le sue ultime ore
come gli steli del'erba in un prato,
danzanti i crini del suo pelo d'oro
danno un'immagine immobile o lenta
di quella solitudine sua!

Di atroce
malattia.

Attende la morte
con la faccia sua solita
intatta,
di chi alla sorte
non deve alcun pegno
per nulla
e aspetta nell'ore
che chiaman la sera
la luna,
la falce spledente,
che venga e lo porti
con se.


August 12

Umile Storia del Mondo. (Dalla nascità sua, alla fine)

La Genesi

In principio era nulla...

Ma lucciole giganti
sorseggiarono bambino l'azoto,
l'aria esplose calda
e dentro quell'immenso vuoto,
un tuono risuonò...

Tra tempeste ad orizzonti,
sopra mari azzurri e verdi
sterminate praterie.
Giostre di latte e stelle
giocavano con i nostri Dei:
lance acuminate in guerre
e scudi, persi nella civiltà!

Ed ora i pianeti
s'inseguono in un giro tondo infinito,
ora le stelle,
senza occhi, cadono libere a terra,
nessuno le catturerà...

Bocche di fuoco e mille lune,
mari caldi e blu profondo,
enormi alberi di ulivi!
Gas e polvere e silenzio,
solo gl'urli dei nostri Dei
combettavano la pioggia
su quell'immensa civiltà.

Ora il nulla piu non sarà...

La Prima Vita, la Natura e l'Evoluzione (Il primo uomo)

Poi...
si accese una luce,
nel gelo, un calore
una grotta,
riscaldò
e nella muffa
s'apri un guscio
di verde vita!

Un involucro
di dura scorza
rosso fuoco
s'avviò
verso il mare
e lì restò...
per anni ancora.

Fronde verdi ed alberi umidi,
accolgono adesso i voli imperici
degli uccelli dalle grandi ali.
Abeti ora regalano, a atavici
esseri del sottobosco nuovo,
ombre e i funghi crescono sui rami.
Cadono le foglie e ora colorano
di tappeti magici le selve,
quando questo fiore fiorirà
sopra quest'immensa civiltà?

Ora...
sopra le spiagge,
rinsacca e risale
il mare
e il guscio molle,
ha rovesciato.
Quell'animale
ed i suoi simili
le coste hanno invaso.

Mille creature,
mille colori,
popolarono
gli antri scuri e l'aria,
verso le terre
e li rimasero
per anni ancora...

Piano s'iniziò poi il declino,
di un'evoluzione o di un cammino,
che porto ad esseri capaci.
Piano si svegliarono quei corpi,
piano si alzaron da terra gli occhi
presero le mani poi forma ardita.
Arme, lance e punte non di Dei,
che di certo con le stelle non giocarono,
ma per cacce ed uccisioni atroci sai,
preser forma in quell'immensa civiltà!

L'Evoluzione II (Tribù, Villaggi, Città)

Nelle grotte si consumano
le notti di quegl'uomini,
fra le grida delle belve

la fuori che s'intrecciano
col vento che dimora
nelle piante, fra i lor rami,

fra le serpi che ora strisciano
tra le dune della sabbia
e la fiamma che ancor scricchiola,

trasportando il fumo-salma,
verso un cielo colorato
di un intenso
blu...

Pellicce calde di animali,
carne e sangue serviranno
per il freddo inverno e lungo.

Cacciatori cosi muovono
dentro le foreste buie
a cercare caccione...

Contadini improvissati,
curvi al sole, al vento al mondo,
ora fanno da mangiare.

Lungo il fiume, terre umide
limo adatto a coltivare,
palafitte e pescatori,
in tribù!

Si raccolgono le legne, si rattoppan le dimore,
paglia e fieno e tronchi marci, per creare la città,
Come funghi crescon ora, folti i tetti dei villaggi,
si redigono le leggi e si eleggon i saggi,
poi i guerrieri e i predicanti di chissà che divinità!

Lance e spade e scudi e punte sempre piu acuminate,
non per Dei o per cacciare, (ora solo avversità)
ergono i soldati effimeri dalle loro forti braccia,
e delinean territori, tracce rosse e in terra sangue:
guai a chi calpesterà la mia privata proprietà!

Ma non basta,
poichè alzata
la vista,
si è scorte, dillà
nuove terre
e possibilità!

Ma non basta:
acclamata
la propria
superiorità,
ora corron
le città...
Veloci le città!

E non bastano lance e spade e scudi, no!

Le Età moderne/Disevoluzione

Violini suonano
nell'ombra sinfonie
che orecchio umano no,
non può comprendere:
Nell'aria umida
rimbomban secchi,
ferro e cemento
e astri vecchi
dall'alto cadono
si sente un suono...

cammina l'uomo...

E si fa grande adesso quella paura,
boschi neri e fitti, alberi dai tronchi lunghi
sono solo scudi e lance dalla punta scura,
sui rami crescono velenosissimi funghi!

Rintocchi flebili
di tamburelli
di tela ruvida,
scandiscono le ore.
Passano piano
i giorni tetri,
e carni putride
d'imbelli vittime
copron le strade...
si sente un tuono!

Striscia ora l'uomo...

L'Età contemporanea/Disevoluzione II

Porte di vetro, lasciate marcire,
lance di piombo fuso nel cielo
bucan le nubi, feriscon le stelle,
fari e lampioni, uccelli di fuoco
lanciano bombe sui tuoi paradisi,
le schedine bruciano la città!

Chi ha ragione è sempre il più forte,
e chi ha più ragione sta sempre più su
di lavora nei campi la terra,
di chi una terra nemmeno ce l'ha,
sorrisi finti, favori per voti,
nelle cabine c'è la tua libertà!

Guerre per guerre, petrolio per oro,
e più non si gioca con i nostri Dei,
c'è solo una sfida fatta di luci,
di colori di verde, nero e moderno,
spezzate le lance, forati gli scudi,
arruginite le giostre si son!

Piangon le stelle e gli astri di latte,
le lucciole dormono ora impaurite,
da lampioni e fari, dalle lance di piombo,
dalle banche di nitro, 'denaro' è il sogno,
sulle curve schiene dei lavoratori,
piangon le stelle sulla città!

La Morte

Giunge così al termine un ciclo,
ancor prima di aver rivisto
la rossa sua coda infiammata.

La Rinascita (Il Poeta, l'Arista, lo Scultore)

Ma nella distruzione,
s'erge alto fra tutti l'artista.

"O Musa incantata, dolce mia ispiratrice,
regala a me, devoto, le parole con cui dire
in miglior modo cosa c'è che il mondo ora afflige,
che gli uomini del futur potran così capire.
Io disegnerò con i miei versi questa effige
dolorosa insanguinata dal nostro tempo avaro,
coglierò codesti frutti troppo acerbi e troppi amari,
per tramutarli poi in un frutto tanto raro
che trovarlo ora non puoi nemmen in fondo ai mari,
saprai son quei frutti arte e versi e sculutura,
le vere e uniche armi che tal mondo salveranno,
le vere e uniche lance che salveran Natura,
le vere e uniche forze che gl'uomini oggi hanno!"

Il mio pennello sarà una bandiera,
lancia lucida e perfetta di libertà!
E la primavera, dalla mia tavolozza
di colori splendidi colorerà un'era!
Quell'aria sozza, di melma di potere
via spazzerà con tutta la sua enorme forza!
Starò a vedere quella decadenza
tipica di chi non riesce più a sognare,
cadrà Demenza, cadranno i regni
della democrazia della prepotenza.
Solo i segni più chiari della tela
saranno a vigilare sopra quest'umani!

Scolpirò io piano i miei giorni
in questo marmo così bianco
e mai prima della fine
il mio scalpello sarà stanco...

Il nero caccerò via dall'asfalto,
piombo e lance saranno l'ornamento
cosi splendino e genuino
di un nuovo mondo...

Un nuovo mondo nascerà....

La Fine Ultima.

In principio era il nulla...

Una sfera di fuoco
coprira il nostro mondo fino al cielo,
un vento caldo
arriverà dal est, ci porterà il sole
e rimbomberà...

Fra gli orpelli orripilanti,
fra i uomini orrendi
e le grandi malattie,
giocheranno quelle stelle
una guerra con i nostri Dei:
lance e scudi di azoto,
spade per bambini divertenti.

Ci sarà soltanto
un grido alto che tuonerò nel mondo,
si fermerà lo spazio
intorno, l'universo imploderà,
si, imploderà...

Fra la macchine e i motori,
fra le stragi e gli orrori,
le grandi malattie,
quelle stelle danzeranno
un tango con i nostri Dei,
guerra ai falchi fatti santi,
lance e spade e scudi e alianti
in un'eterna splendida civiltà!

Ora più male non sarà...

August 10

Chissà perchè l'omicida, in foto, non sorride mai...

Chissà dove vanno a finire i pesci
quando sognan di volare,
chissà dove stanno di casa i sogni
e dove va in vacanza il mare.

Non la senti la pioggia
che scende leggera quest'oggi
sui tetti e sugli ombrelloni
che non chiudono mai?
Mai però neanche il sole s'arrende,
lo vedi da dietro bianchi stracci,
di celeste impregnati,
arrampicarsi lassù?

Chissà perchè la mia luna profuma
di incenso,
chissà perchè nel vento io sento
canzoni,
chissà quali doni questo amore porterà
nelle case della gente di questa città...


Chissà perchè per strada ai bordi delle case
racchiusi nel lor vino ancor dormono i barboni,

chissà perchè nel mondo esistono bambini
che non sanno neanche cosa è un pallone,

chissà perchè c'è gente corrosa dal potere
che non è capace piu nemmeno di sognare,

chissà perchè le fiabe si son quasi tutte spente,
e per andare a letto si telefona alla chimica,

chissà perchè la gente che uccide altra gente,
chissà perchè c'è gente che odia altra gente...

chissà perche nei colli non scorron piu le vigne
ma fili con le spine e mille campi di mine,

chissà perche nel mare non saltano piu pesci
ma solo melma, ed esci tu se tu ci riesci,

chissà perchè ci odiamo, tu aprimi le braccia
prima che il tempo avaro o che Morte lo faccia.

Chissà perchè ti voglio, chissà che occhi ho
quando ti sogno...

(non mi vorrei svegliare mai,
ma chissà, chissà perchè
ogni volta viene mattina,
ogni volta mi ritrovo senza te:
una bottiglia vuota vicina)

Chissà perchè ci amiamo, tu aprimi le braccia
prima che il tempo avaro o che Morte lo faccia!

August 09

Il giorno (La Mattina/Il pomeriggio/La sera/La notte)

S'alza il giorno, piano, dal mare,
sanguinando, canta per il maestrale,
le rondini e i gabbiani si risvegliano nei nidi,
s'ergono nel cielo le grida picchiettanti
delle loro fragili podestà.

Il sole, ancor assopito dalla sua gran dormita,
ora picchia il tetto della civiltà evoluta,
le banche ed i commercianti riaprono i cancelli,
s'alzano nel cielo, dei bimbi e dei fringuelli,
i canti di gioia o di fame di già

Il sole or morde le nuvole, ma
di mille applausi ora è colma la città,
e sale dal mare e dal vento,
entra nel petto un odore
e non lo puoi cacciare via
con un solo bicchiere.

Danzan le onde con agilità,
rifocillate da tanta acqua,
la rondine ed il gabbiano
ora volano al loro nido,
i pensieri lasciati nell'aria
son specchi che sanno di vino.

Attende il pomeriggio, la sera, a salutar
e s'ingiallisce il cielo, piano il vento sta a cantar,
nell'aria fiorisce il tramonto di già,
s'accascia il giorno fiacco sopra la città.

La sera sta arrivando, rientrano al casal
i padri dal lavoro, le mamme a rifiatar,
i letti si rimboccano per i figlioletti,
s'accendon le candele, del vino e dall'amor!

Cosa riserva la notte, chissà,
si vedon gia lontani li nell'ombra
le mille voci che nel vento s'alzeran!
E vino nero e canti e tamburelli:
anche la morte stanotte paura non fa,
anche la morte questa notte paura non fa!

Ma cosa riserva la notta chissà...
si perde nell'ombra il mio desiderio,
nel vino scuro, il mio disire, si perderà!
E Tu, smettila di entrare nei sogni miei
perchè anche stanotte mattina poi sarà,
perchè anche questa notte mattina si farà!

August 03

Il tempo. Un Bacio.


Volano i colombi in alto,
cade una foglia benchè sia estate,
brucia forte di un odore acre,
caldo e denso l'asfalto.

E mentre muore il giorno,
tuffandosi nell'ombre della sera
mentre ancora pensi a Primavera,
ecco che giunge Autunno.

S'ingialliscono i sorrisi
sopra i volti stanchi della gente,
e poi volan via con il vento,
s'appassicon i fiordalisi.

E' passato un altro anno,
via lontane le stagionei stanno andando,
si gelerà il mare e l'acqua sarà fango
e solo sterpe nere rimarrano.

Vola via il nostro tempo,
non saluta e di certo non da scuse
e solo a rimembrarci, saran rughe,
quei giorni del 'viver contento'.

E brucian sui fossi del vento sadiche risa,
che spazzan via i ricordi passandovi sopra,
e solo resteranno di terra aride zolle,
mentre ancor la terra attende neve che la copra.

Moriran le madri e creperanno i padri,
e putridi i corpi degli uomini saranno
a concimar le vigne! Si, quel frutto cui succhi
le notti dei lor figli, tristi e nere, schiariranno!

Passa il tempo avaro, ma allevia i dolori,
si perdon nelle sere degli anni i dispiaceri,
ci scorderemo delle nostre misere figure,
delle volte in cui tu mi hai tolto interi ieri.

Lasciandomi in silenzio, marcire nei pensieri
che tu stia con chi, che tu stia facendo mai,
negandomi gli affetti di quei baci caldi e veri.
Quando poi potrem guardarci, ti darai?

Dura ancora questo amaro amore,
nascosto fra le fronde del rancore
e dei pensieri neri che m'affollano la mente.

E resiste questo nostro amore amaro,
ma ti prego non negarmi la tua mano
e ti prego sii capace di dir niente!

Passa troppo in fretta questo nostro tempo
per sprecarlo in parole come queste.
o per rimanere fissi a guardare le tempeste.

Non dir niente, un bacio basterà
per farmi felice, svuotarmi la mente.


July 29

L'idealista

"...Infondo...

L'idea di un mondo
pulito e sano, da bambini
sempre ci travolse,
come fanno gli acquazzoni
con le vigne e i fiori,
i nostri piccolissimi pensieri...

No! Posto, più, ormai non c'è..."



July 26

Allucinazioni Estive

Mi divertivo a spiare le onde
giocare con i bambini,
le loro rughe e la barba bianca,
salsedine e schiuma.
Portan le onde i sogni lontani,
li spingono a riva,
narran le storie di mondi fatati
di soli e di lune,
di fate, di gnomi, di draghi e di dame,
di nobili cavallieri!
All'orizzonte scrutavo gli scogli
danzare al ritmo del vento,
e dentro
nel cuore
nasceva un sentimeno
nuovo nuovo!

Quasi non faceva piu caldo,
quasi resterei in questo mondo,
quasi quasi scapperei da te,
ma poi...

la...

vedevo gli occhi tuoi,
il seno tuo e il frutto
dolcissimo che
venivan a me, a me...
sembrava realtà,
quello splendido
momento magico ma
realtà
non era.

Mi sbalanzò un cavallone!
Ti prego Signore del mare... avvera
questa mia allucinazione!

July 25

Racconto d'un sogno profumato in azzurro

Io non potrò mai scordare
l'azzurro odore del mare,
gli occhi tuoi verdi e il colore
delle nostre notti...
il ghiaccio bianco del cielo,
quando le nuvole in alto
presagi di pioggia e di gelo
portavano a noi....
Poi tu mi dicevi di restare,
che ancora un bacio volevi
e nelle lenzuola bruciava
caldo l'ardore...
Poi brividi lungo la schiena
dentro quel caldo di inferno,
la città, piano, fuori moriva
lungo le strade....

E noooi...
nel nostro mondo
ma poooi
tutto era un sogno....

Lassù nel cielo bionde le stelle dall'alto guardavan, sulla città
i giochi d'amore, persi nel buio, i caldi tuoi baci, chi mai scorderà!
E le mille sere nella tua stanza con tutto un mondo chiuso dillà!
I passi tuoi scalzi, quella finestra e quella voglia di libertà!
L'acqua che scende è brina dorata e il candido fiore tuo sboccerà,
intanto gia il sole sale dal mare, piano ora il giorno ritornerà....
ma resterò qua....

E dormirò ancora, ancora un minuto
per poterti avere di nuovo accanto
e spezzerò le ali nere del tempo
per non svegliarmi al mattino.

e per avere ancora il sapore
 tuo dentro, dolce, da amare.
E per avere ancora l'odore
azzurro, azzuro che ha il mare.

July 22

Lettera. Andrea Pazienza.

...Odio il telefono.
Ciao come stai?
Bene grazie, tu?
Anch'io, bene, grazie!
Ciao come stai? Non puoi ti mica mettere ad urlare che mangi riso al burro da due giorni, a pranzo e a cena, che non vedi una bistecca da una settimana, e che ti sembra di star bene solo perchè non stai peggio degli altri studenti, che più o meno vivono come te.
Non puoi mice mettere ad urlare nella cornetta che sei stanco di non far niente, stanco delle nottate passate in luoghi fumosi, in cinema di terza, a giocare a carte, a leggere Godart, a sognare Pescara, a frequentare ragazze nottambule e senza scrupoli, a disegnare con rabbia e senza voglia, a giocare a pallone in un campetto male illuminato, a studiare "PHOTOGRAPH" sulla tazza del cesso, ad aspettare autobus che non arrivano mai, ad inseguire donne misteriose sotto i portici, a misurare lo spessore della nebbia in Piazza Maggiore, a frequentare cabaret sulla via del fallimento, quattro gatti e una chitarra, a bere cioccolate nei bar dell'ultima ora, a rompersi le palle nei cineforum...
Come sto?
Sto che ne ho le tasche piene di disegnare ascoltando Supersonic, per voi giovani, Popoff, Stevie Wonder, Wiles Davis, Alice Cooper, i Chicago, etc..
Non ne posso piu di svegliarmi ogni giorno alle quattordici, se tutto va bene, la stufona non ha perso gas e sono morto, o se non apro gli occhi su un cielo gia maledettamente stellato.
Cosa posso dire per telefono?
...
Come va?
A cazzo di cane, ecco come va.
Sono un'artista, vero Isa? E per questo non posso permettermi di essere volgare, ma io me ne frego di essere un artista se poi non posso dire ciò che penso fino in fondo!
Se l'essere un'artista ammesso ch'io lo sia, e nutro dubbi in proposito, deve condizionarmi, ebbene io NON sono un artista, sono uno studentaccio volgar, scurrile, triviale, meridionale e cafardo.
E porca eva che vita di merda.
...
Al diavolo.
Maledetto telefono....
Ciao come stai?
Bene grazie
oppure
cosi cosi
...Ed è la fine.
Fine della conversazione, della telefonata, dei gettoni.
Volevo dirti tante cose e non ti ho detto niente.
Vorrei tanto vederti e parlare con te, verrai a Pescara?
....

Canzone di notte di un ubriaco d'amore.

Oh quante notti al chiaro di luna
passate fra bottiglie e bicchieri rotti,
a cercare di partorir parole,
oh quante notti!
Ma neanche le stelle e neanche la luna
sono di conforto a me!

E questo sole scotta ormai troppo,
questa pioggia batte troppo violenta
non nasceranno fiori sulla mia tomba,
oh, che disdetta!
E ancora bevo, cerco nella schiuma,
della mia birra nera, parole per te!


E tu dove sei, perchè mi lasci solo
se non dentro ai sogni di queste notti in bianco?
Ti giuro strillerò quando mi usciranno
da questa gola secca,
da questa gola amara,
dal cuore le parole, amor, per te!

Intanto io canto, ancora nella strada!
La gente torna a casa, ma io non sono stanco
di gridare ancora che cerco solo te,
in questa notte buia,
in questa notte amara,
nel cuore, amore, cerco te!


Ma qui non cè il sole e non piove più,
ci son troppe ombre scure, perchè non ci sei tu,
Non tira il vento ormai e gli uccelli cadono
sotto i colpi di un cannone chiamato tempo...

E ti prego ascoltami, ti prego, dove sei?
Le notti sto morendo aspettando un suono,
che non sarà mai quello di birra alla spina,
dì qualcosa, che mi stai uccidendo!

Ma quando tornerà, dall'est il sereno,
e quando sara mattina, insieme noi saremo,
quando i tuoi occhi, il mio cuore guarderà
io ti giuro io strillerò al vento che ti amo!


July 17

...

Ti ricordi quelle notti
quando mille stelle rotte
ci guardavano dall'alto?
Le pareti disegnate,
il sesso, i sogni e le carezze
il catrame, il nero asfalto?
July 11

Se potessi

Se potessi, amore,
aprire il verde cerchio dei tuoi occhi,
oh, per farci il mare,
o se mai rubare
il crine d'oro tuo per potere regalarlo
ad un mio cavallo
immaginario,
se potessi avere
dai tuoi seni un bianco letto caldo e comodo
su cui dormire...
Se mai potessi
dai baci rossi tuoi far nascere un fiore
e dal fiore tuo
far nascere un frutto per i miei giardini
amore, oh amore....

se potessi rubarti lo sguardo e prestarlo ad un dio,
potrei essere anche capace di stare a pregare,
se potessi raccoglie i passi che fai nella notte,
ci dipingerei di orme ed impronte le strade...

se potessi...

non starei qua a guardare allo specchio la pioggia che va!

Se potessi amore
chiudere il mare in un cerchio per starlo a guardare,
a guardare...
se potessi avere
le mille mie strade di questa città
per farci i tuoi piedi,
se potessi rubare
il crine dorato di mille cavalli veloci,
se potessi, sai, avere
un mazzo di fiori
per farci le labbra e i tuoi baci da amare,
oh, da amare...
se potessi rubare
il paradiso dal cielo di dio chiudendolo in stanza,
per starti a guardare ogni notte e ogni giorno che avanza,
non avrei neanche bisogno di tornare.

July 10

Mia Cara


I suoi occhi verdi,
verdi come il mare
che non vedo piu
da tempo ormai.
I suoi capelli lunghi
quasi biondi come il sole
e poi i suoi piedi scalzi
belli da star male.
E quelle notti insieme
dentro il buio e il caldo
di questa città amara,
ma il grigio cemento
sembrava quasi sfiorire
e sembrava Natale
e le stelle e la luna
sopra la mia schiena
cantavano.


Eppure io ti ho amato davvero ...Chiara.
Lalalalalalala....


Ti prego torna, amore,
non mi lasciare qui,
vorrei stringerti ancora,
la città qui fa paura,
promettimi che torni,
promettimi che torni,
promettimi che tornerai da me,
ti lascierò una rosa
appesa a questo cuore
ma tu torna prima che
svaniscano però
i petali suoi.

Eppure io ti amo davvero mia Cara...
Lalalalalalalala....
June 21

Racconto di una notte sotto un cielo nero chiaro

Un grosso cane bianco
scappato ad un padrone e a un ululato,
la luna che danzava
chiara lucida splendente sopra il lago,
la giostra del tuo fumo
creava
ipnotiche emozioni dentro l'aria
e gli alberi appesi su quel cielo nero chiaro
tendevano i lor bracci verso noi
dall'alto ci guardavan sorridendo
e la stella ferma li nel firmamento
che brillava brillava brillava
e in quell'aria
galleggiava
il tuo sorriso vago.

La gente che passava
dietro in fretta giocando con la noia,
una bici abbandonata
forse perche ormai 'fatto la sua storia'
e poi le carezze
delle gocce
di quel nostro grande letto verde
e gli alberi lassù che in silenzio se stavan,
di rami e foglie un tetto a noi facevano,
mentre la notte piano se andava
sulla la stessa stella la
che brillava brillava brillava
 in quell'aria
galleggiava
il mio amor per te.

June 17

Azzurro

Ma che bella quest'aria di pioggia
che mi accarezza piano la schiena
mentre ancora la il sole risorge
de dietro quelle nuvole in pena.

E sto tornando a casa e per strada
ci sono ancora le foglie d'autunno,
ci sono ancora le mia ossa rotte
e le storie di amore passati
ed ho la faccia chiusa e lo stomaco triste,
saranno le bici legate a qui muri
o i lampioni ed i pali solitari ed oscuri
macchiati da luci di gocce di pioggia,
ma ho in mente l'azzurro...

Ti prego regalamiti ancora:
io quei tuoi occhi,
davvero,
li ho amati.
 
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