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La cultura il cul ti tura e nessuno più t'incula! |
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November 04 L'inno del RancoreE oggi il sole, in alto la, di una strana luce raggiava, quasi la porta, da qui sembrava, fra il pallore e il gelo, fatta schiava, di quell'istante di fioca luce, di pace dal cielo, di rugiada. Ed io quasi venni rapito dalle giostre ariose. Cantava... ...nel passo lento, un uomo scuro in volto, parole strane, che ben non riuscivo a udire, ma.... suonavano come un inno al rancore, per tutto il rumore subito in quegli anni, per tutto il dolore, per tutti gli affanni, che sulla schiena ha dovuto portare senza mai l'ombra di un grazie. Per la miseria e per tutto la fame, e tutta la pioggia in un cappello vuoto per solo il colore di un soldo bucato, senza mai l'ombra di un sorriso. E sulla strada ormai se ne va, con una strana luce che l'attorniava, e la magia della mattina, subito, di ratto si spense, già pioveva, ancora l'uomo, la che cantava, piano, piegato avanzava.... Cantava... nel passo cupo, quell'uomo scuro in volto, parole secche come un rombo di tuono, parole fredde, come la morte fredda, come l'inverno che adesso arriva a noi.... suonavano come un inno al rancore, per tutto il cielo che ha visto passare, e per le donne che non ha saputo mai amare per tutto il dolore di un cuore spezzato, per un suo cane ammazzato... Per tutta la gente che ha visto morire, per tutte le mamme che ha visto pregare Dei che non hanno mai avuto pietà, per tutte le mine sulla città. ...Urlava al buio, il buio aspettava, nell'ultima ora, quella fatale, diceva "Io, morso ormai dal rancore, io oramai che posso fare?" Diceva "Qui, qui sdraiato per strada, vedrò passare le mie ultime ore!" e mentre cantava, nel ventre cresceva grande una rabbia, grande un magone, "Mi piacerebbe sai, vedervi morire mentre gridate -Avevi ragione!-" October 30 Caronte's SpeechLa morte giungerà con un sorriso, dai boschi, sopra due serpenti, dai boschi, dietro i salici piangenti, dai boschi, dietro i salici piangenti all'ombra e vi porterà lontano nella polvere da cui non si ritorna.... Quando la morte giungerà avrà sul viso un sorriso, via vi porterà un corpo senza sangue via vi porterà con la falce che piange, con la falce che piange. La morte giungerà con un sorriso, dai boschi, in una notte bruna e appollaiati voi su di una poltrona... e appollaiati voi su di una poltrona puzzolente, vi ritroverà morenti la con un sorriso da demente. Con un sorriso da demente, con i denti in un bicchiere, senza più niente da dire con un culo da lavare voi vedrete arrivare due, gli occhi rossi, due, di un gondoliere. E la sua barba bianca, ed una luna stanca riflessa sullo Stige, dalle sponde nere, sarà l'effige del vostro miserere, ma il sordo pipistrello non ha orecchie per sentire: le porte dell'inferno già si stanno per aprire per voi. Non la sentite voi questa melodia che batte sulle costole dei morti, che danzano lugubri balli sulla riva aspettano che io li riporti con il mio vascello leggero dall'altra sponda del fiume. E intanto i remi, battono grevi, cadono in tonfi sopra le onde come gli uccelli senza le piume! Ho visto anime giunte fin qua con che coraggio chiedere pietà, senza più occhi ormai, scavati in fondo da la loro misera sciocca esistenza, dalle brutalità della loro scienza.... Adesso piangono amare lacrime, inginocchiate a me, specchiano il Lete, gridano, urlano un pianto sordo, gridano, strillano, come straziate, ma qui il dolore è solo un ricordo, la punizione che li toccherà sarà la morte per l'eternità. October 18 Sognando Rivoluzione Mi alzo, ogni mattino, con il piede sbagliato, sognando Rivoluzione! E adesso son qui seduto gridando quest'ambizione, con muta, muta, muta voce. Sveglio sono ormai, c'è il sole in alto la già nel cielo da tre ore, ma non scalda. Il vento nella stanza entra soffiando piano, sono i capelli una bandiera che danza. Il buio della stanza copre il volto amaro mio, questa notte io l'ho bevuta tutta d'un fiato. E le lacrime agli occhi che si staccano pian piano, brillan come lucciole che poi cadono nel prato. Ho voglia di restare ancora un po' nel caldo delle coperte smosse dai sogni rivoluzionari, ho voglia di un caffè caldo, di ore lunghe e intense, di lettere ogni giorno per salutar i miei cari. E magari... ...una bella bottiglia di vino, magari Montepulciano, una calda felpa di seta, un film da guardare la sera seduto o sdraiato in divano con una donna o magari due, a cui dar tutto l'amore, sognando la Rivoluzione. "E' di sicuro il delirio di un folle" "Noi diciamo basta" -E' di sicuro il delirio di un folle... ...auspico che non si apra un dibattito sul nulla- Un sole blu, nel ciel lassù... oh quella sera mi accecava, nuvole rosa là sopra i monti, fiori di pesco e tutt'intorno albeggiava! Un mare grande come me, con gli occhi dolci da Madonna, occhi di figlia, il vento poi negli occhi vi portò la sabbia e io mi svegliai, mi ritrovai a cantare il mare con le conchiglie. Le labbra rosse come un divano erano, su dormire dolcemente, profumo d'erba e di lontano vedevo un cielo verde come un prato che copriva il cemento, e poi stelle, mille stelle illuminavano le curve di una donna dai piedi scalzi e lei distesa nuda e bella su una collina e via li curva per curva arrivare fino in cima, fino a giù... Farfalle e libellule, sopra la testa a bailar, in quella notte tango intorno ad un falò, la tarantelle, i giri delle gonne corte sfidavano il sonno e la morte! Vino nero e chitarre, fumi di cioccolata, bianca la neve scendeva sopra la valle... ...un soffio quasi leggero, entrò dalla finestra, un brivido lungo la schiena e poi rientrai a casa. "W la Rivoluzione, BRCC" E venne il Mondo d'OttobreOggi è un giorno tremendo, è sceso il freddo dal nord. Uno smoking grigio questa sera indosserò. Oggi un pallido sole si è posato fin la, dove fra i rami ora balla un tango il giallo col verde e col giallo. E danzano anche le foglie al passaggio dei tram, al passaggio di orme di gente stanca che chissà dove andrà. Gli sbuffi dei fiati nell'aria sospesi rimangono la, come cornici di freddo e di vita, a dirci come finirà. La luna è così lontana oramai che quasi non si vede più, le stelle su questa città le han fucilate i lampioni, dimmi se le vedi tu. Il cielo è così lontano oramai, a me non ascolta più o forse mi sbaglio o sarò io a non farmi ben capire... vedi se ci riesci tu. Oggi è un giorno tremendo, oggi si gela qua, ma più che di freddo, si gela dentro dentro, in fondo nell'anima. Oggi ho pensato a lei, oggi ho pensato a lei, a quei giorni freddi insieme a lei a quanto stavo bene con lei. Oggi è un giorno freddo, oggi non ti penserò! Un cappotto di seta di perla questa notte indosserò. E me ne andrò lontano sai, tanto a me non servi più, le stelle da quassù son belle, sono così belle sai, che neanche tu... September 13 Morte in S.S. Sotto le stelle brillano strade s'intreccian nei portici le catene dei cani randagi, nella notte, fra le pietre dei lager, tintinnano su sinfonie pedanti e verso un nuovo albeggiar, vanno stanchi. L'erba dipinge triste i ciottoli, di verde, nel buio, fra i fiumi neri del vino che scorre, va, là, lento fra i rami, come un lieve torrente d'altura fra rocce, come fra le crepe della terra, la pioggia. Un colpo, un ferito, a terra cade morto un uomo, gli occhi puntano al cielo lontano, di vetro, vuoti, impietriti, spalancati, impauriti urlano rabbia, crude bestemmie, nessuno sente, neanche Dio... Piano rosseggia il cielo, riaprono intorno le serrande dei bar, nell'aria di caffè si espande l'odore, sceman le danze, le canzoni, assorti rientran i cani ed escono i buoni. Sotto il sole brillano strade, s'intreccian nei portici le borse delle signore, fra i negozi aperti, fra gli sconti, le pellicce, le scarpe costose tornati i piccioni già son fra guglie spinose. Molli passano di là, tronfi e boriosi i signori, gli occhi puntano all'uomo lontano, di rabbia e schifo riempiti, disgustati, inorriditi, per quella morte che la si stende, ma nessuno vuole, nessuno sa... .... Morte in S.S. la notte dopo si scorderà, tornerà gente, sempre la stessa dentro la piazza a bailar! Tornerà gente, sempre la stessa dentro la piazza a bailar! Noia Noia che te ne stai li senza fiatare a spiare le mie ore, mentre chiuso dentro il letto me ne sto io a pensare, che ammanti di silenzio il mio tetto dimmi un pò che te ne pare di 'sto fatto. Noia che di buio tu dipingi intorno tutta quanta la mia stanza, fino a quando poi il di farà ritorno, dentro la luce che avanza, che mi soffochi la testa dentro i perchè dimmi cosa ne vuoi fare tu di me. Noia, noia... impedisci al sole di poter entrare qui, vorrei dormire ancora e tu no, non farmi alzare, e poi non vorrei camminare fino a li e vedere quella gente senza senso gridare e buttare questo corpo senza fame giù da loro e buttare questo corpo senza sonno giù da loro! Mi da noia uscire al primo sole così pallido del dì, meglio starsene seduto sul divano ad oziare, e poi non vorrei mai arrivare fino a li, quella gente parla troppo senza mai dire niente, non vorrei mai finir laggiù insieme a quella gente non vorrei mai buttarmi laggiù insieme a quella gente. Noia che te ne stai li senza parlare, a spiare il mio sudore, mentre stretto dentro al letto penso a quanto ha fatto male, condividere con lei questo mio tetto, dimmi un po' che te ne pare di 'sto fatto. Noia che di fermo tu dipingi tutto, e l'intorno sembra stare fisso immobile a guardare questo lutto che a me ha preso il cuore, Noia toglimi da dentro tutto quanto, tutto ciò, evita che mi lasci andare, ed io vivrò. Canzone dell'Autunno Tu te ne sei andata mesi fa e non è rimasto di te che stanze vuote, un accappatoio mesto, muri sporchi e le lacrime di un pianto mai chiesto e gli affetti sparsi in fogli di un amore guasto. E le domande solite su questa nostra vita che ti fai e rifarai ripercorrendo, ormai sfinita, i soliti tuoi passi, i solchi sulla via smarrita, accorgendoti che ormai è solo aria ingiallita, le porterà via il vento assieme alle foglie gialle, cadrà la neve presto e spariranno le farfalle, la notte coprirà i fiori, il sesso e le cose belle saran gli ultimi raggi solo, fra le tapparelle. I colori di una notte alla finestra, ti ricordi? I baci caldi, i baci dati e i nostri grandi giorni ora sono solo note secche ed accordi sordi, non ti aspetto e non mi aspetto che tu ritorni. Troverai altre vie, altri amori o quel che sia, ti scorderai o forse già ti sei scordata questa mia, ti scorderò, ma si lo so, col tempo e poi via me ne andrò per altre vie e poi la fuori anch'io... E poi la fuori anch'io, le mie domande ormai stanche, quando dal ciel cadranno quelle mille stelle bianche, quando l'inverno poi quieterà le montagne alte, le condonerò al vento ed al suo volo d'aliante. L'asfalto nero adesso si fa freddo pian piano, nell'aria già riecheggia quel suono quasi strano di fine estate e d'autunno che ti prende per mano, di soli sempre più pallidi e di nuvole in divano. La stanca gente ora ritorna alla sua solita vita, lavoro e stress ed è li che ti accorgi ch'è finita quell'estate cosi breve che ancora tu non hai capita, di brevi amori e delusioni che ti hanno rapita. Gli alberi si spogliano di foglie e di duri rami secchi e torti, come dei vestiti scuri, macchiano le strade e ritagliano sui muri angoli taglienti ed inquietanti figuri. Occorre che mi stacchi un po' da questo tavolino, avrei bisogno d'aria, di una donna e di vino, aria: è inverno ed il tempo già ne offre e il vino, vino: beh, quelle bottiglie so che mi staran vicino... Donna: tu, beh donna ahimè, in questo inverno freddo, tu non sai che bisogno che ho di te, ma ti prometto: quel tuo seno e quei tuoi occhi non avranno alcun effetto, né quella bocca o i fianchi, né quel "tuo-me" perfetto... Sapran scalfire il cuore corazzato di metallo, se vorrai sarò su un letto ad aspettarti li, al caldo, se vorrai sarò soltanto li, per un ultimo ballo, se vorrai sarà la notte a cancellare tutto quanto. September 04 Je me rends Amore mioChiudi gli occhi, siamo noi siamo li, per sempre, soprattutto se hai qualcosa in mente su di me. Camel danzano, Nero e noi siamo li, sopra quella finestra, il silenzio delle auto non è niente su di me! Via, vai via, via su quel treno rapitore, mia, sei mia, mia, doccia al sapor di more, per sempre mia, Amore... Je me rends, mon amour, Amore mio... ...just parce que le mer le mer est trop sombre, and I can't, i can't listen to your silence no more! No more! Je me rends, mon amour, Amore mio... ...just parce que je ne voix, je ne voix plus dans ton silence, une fois a été mouillè par la salive sucrè... tua dolce! But no more! Chiudi gli occhi, sognami, noi siamo sempre noi, sopratutto se tu, se tu tornerai da me. Camel danzano, Nero e noi, dove siamo noi...? Perduti nel.... Nel silenzio, ma non è niente, capirai, per me. Via, via, sempre via, chissà dove sarai per me, ma mia, mia, solo mia, ti voglio qua, senza perchè, Settembre è duro e scuro.... Je me rends, amour moi Amore mio...... just parce que je ne voix, je ne voix plus dans ton silence, une fois a été mouillè par la salive sucrè... No more! No more! Je me rends, mon amour, Amore mio... ...just parce que le mer le mer est trop sombre, and I can't, i can't listen to your silence no more! No more! August 20 A cento metri da me stessoLe faccie di Luna fra nuvole beige, cantavan tenui seranate d'estate, le bionde stelle su questa notte danzavan sopra le onde del mare. D'una bambina i giochi d'amore raccolti dal vento in mille parole, conchiglie che danzano attorno ai falò. Chitarre e vino, strane danze tribali di riti pagani di eretici maghi, storie di sbornie che la Luna cantò. Spasmi d'argento del vento fratello gravide dune di sabbia avvolgean, le fronde verdi fra i rami cantavan, gonfiavan vele d'un antico vascello. A cento metri più in la di un fiore, dentro le vene gonfie della città, dentro le mura della libertà, fra fiumi di sangue, rosso d'amore. D'una bambina secche parole, raccolte dal vento poi fatte rumore: "Attenti, i pirati arrivan dal mare!" "E corvi nervi fra i merli imbiacati!" Scudi ed arceri, soldati parati: ora l'isola è pronta a affrontare il terrore. E cento metri più in la io nacqui, cento le voci che s'udiron nel vento, cantava Luna il suo grande sgomento, suonato nei flauti da magici ratti. Cento metri più in la di un fiore, sotto le stelle, su le onde del mare. Perse le strade, smarrite le rotte, cantava la Luna, ballava la notte. D'una bambina le grida d'amore raccolte dal vento poi fatte calore, conchiglie che ballano attorno a un falò. Le perle ghiacciate di un'argentea brina, le terre sterrate, l'erba della collina, le storie di parti che la mia Luna cantò. August 14 StellaGialla, come la sabbia d'Arabia, stanca, appoggiata a un pezzo di sole o nell'ombra che copre la via... attende che la sua lunga agonia, faccia il suo ultimo giro di tango! E intanto, nel mondo, noi,'l'uomo', corriamo ancora nell'oblio: il ventre di queste città. Pensando al mare, all'amore, all'estati perdute nei versi del sesso non fatto con lei. Il vento accarezza le sue ultime ore come gli steli del'erba in un prato, danzanti i crini del suo pelo d'oro danno un'immagine immobile o lenta di quella solitudine sua! Di atroce malattia. Attende la morte con la faccia sua solita intatta, di chi alla sorte non deve alcun pegno per nulla e aspetta nell'ore che chiaman la sera la luna, la falce spledente, che venga e lo porti con se. August 12 Umile Storia del Mondo. (Dalla nascità sua, alla fine) La Genesi In principio era nulla... Ma lucciole giganti sorseggiarono bambino l'azoto, l'aria esplose calda e dentro quell'immenso vuoto, un tuono risuonò... Tra tempeste ad orizzonti, sopra mari azzurri e verdi sterminate praterie. Giostre di latte e stelle giocavano con i nostri Dei: lance acuminate in guerre e scudi, persi nella civiltà! Ed ora i pianeti s'inseguono in un giro tondo infinito, ora le stelle, senza occhi, cadono libere a terra, nessuno le catturerà... Bocche di fuoco e mille lune, mari caldi e blu profondo, enormi alberi di ulivi! Gas e polvere e silenzio, solo gl'urli dei nostri Dei combettavano la pioggia su quell'immensa civiltà. Ora il nulla piu non sarà... La Prima Vita, la Natura e l'Evoluzione (Il primo uomo) Poi... si accese una luce, nel gelo, un calore una grotta, riscaldò e nella muffa s'apri un guscio di verde vita! Un involucro di dura scorza rosso fuoco s'avviò verso il mare e lì restò... per anni ancora. Fronde verdi ed alberi umidi, accolgono adesso i voli imperici degli uccelli dalle grandi ali. Abeti ora regalano, a atavici esseri del sottobosco nuovo, ombre e i funghi crescono sui rami. Cadono le foglie e ora colorano di tappeti magici le selve, quando questo fiore fiorirà sopra quest'immensa civiltà? Ora... sopra le spiagge, rinsacca e risale il mare e il guscio molle, ha rovesciato. Quell'animale ed i suoi simili le coste hanno invaso. Mille creature, mille colori, popolarono gli antri scuri e l'aria, verso le terre e li rimasero per anni ancora... Piano s'iniziò poi il declino, di un'evoluzione o di un cammino, che porto ad esseri capaci. Piano si svegliarono quei corpi, piano si alzaron da terra gli occhi presero le mani poi forma ardita. Arme, lance e punte non di Dei, che di certo con le stelle non giocarono, ma per cacce ed uccisioni atroci sai, preser forma in quell'immensa civiltà! L'Evoluzione II (Tribù, Villaggi, Città) Nelle grotte si consumano le notti di quegl'uomini, fra le grida delle belve la fuori che s'intrecciano col vento che dimora nelle piante, fra i lor rami, fra le serpi che ora strisciano tra le dune della sabbia e la fiamma che ancor scricchiola, trasportando il fumo-salma, verso un cielo colorato di un intenso blu... Pellicce calde di animali, carne e sangue serviranno per il freddo inverno e lungo. Cacciatori cosi muovono dentro le foreste buie a cercare caccione... Contadini improvissati, curvi al sole, al vento al mondo, ora fanno da mangiare. Lungo il fiume, terre umide limo adatto a coltivare, palafitte e pescatori, in tribù! Si raccolgono le legne, si rattoppan le dimore, paglia e fieno e tronchi marci, per creare la città, Come funghi crescon ora, folti i tetti dei villaggi, si redigono le leggi e si eleggon i saggi, poi i guerrieri e i predicanti di chissà che divinità! Lance e spade e scudi e punte sempre piu acuminate, non per Dei o per cacciare, (ora solo avversità) ergono i soldati effimeri dalle loro forti braccia, e delinean territori, tracce rosse e in terra sangue: guai a chi calpesterà la mia privata proprietà! Ma non basta, poichè alzata la vista, si è scorte, dillà nuove terre e possibilità! Ma non basta: acclamata la propria superiorità, ora corron le città... Veloci le città! E non bastano lance e spade e scudi, no! Le Età moderne/Disevoluzione Violini suonano nell'ombra sinfonie che orecchio umano no, non può comprendere: Nell'aria umida rimbomban secchi, ferro e cemento e astri vecchi dall'alto cadono si sente un suono... cammina l'uomo... E si fa grande adesso quella paura, boschi neri e fitti, alberi dai tronchi lunghi sono solo scudi e lance dalla punta scura, sui rami crescono velenosissimi funghi! Rintocchi flebili di tamburelli di tela ruvida, scandiscono le ore. Passano piano i giorni tetri, e carni putride d'imbelli vittime copron le strade... si sente un tuono! Striscia ora l'uomo... L'Età contemporanea/Disevoluzione II Porte di vetro, lasciate marcire, lance di piombo fuso nel cielo bucan le nubi, feriscon le stelle, fari e lampioni, uccelli di fuoco lanciano bombe sui tuoi paradisi, le schedine bruciano la città! Chi ha ragione è sempre il più forte, e chi ha più ragione sta sempre più su di lavora nei campi la terra, di chi una terra nemmeno ce l'ha, sorrisi finti, favori per voti, nelle cabine c'è la tua libertà! Guerre per guerre, petrolio per oro, e più non si gioca con i nostri Dei, c'è solo una sfida fatta di luci, di colori di verde, nero e moderno, spezzate le lance, forati gli scudi, arruginite le giostre si son! Piangon le stelle e gli astri di latte, le lucciole dormono ora impaurite, da lampioni e fari, dalle lance di piombo, dalle banche di nitro, 'denaro' è il sogno, sulle curve schiene dei lavoratori, piangon le stelle sulla città! La Morte Giunge così al termine un ciclo, ancor prima di aver rivisto la rossa sua coda infiammata. La Rinascita (Il Poeta, l'Arista, lo Scultore) Ma nella distruzione, s'erge alto fra tutti l'artista. "O Musa incantata, dolce mia ispiratrice, regala a me, devoto, le parole con cui dire in miglior modo cosa c'è che il mondo ora afflige, che gli uomini del futur potran così capire. Io disegnerò con i miei versi questa effige dolorosa insanguinata dal nostro tempo avaro, coglierò codesti frutti troppo acerbi e troppi amari, per tramutarli poi in un frutto tanto raro che trovarlo ora non puoi nemmen in fondo ai mari, saprai son quei frutti arte e versi e sculutura, le vere e uniche armi che tal mondo salveranno, le vere e uniche lance che salveran Natura, le vere e uniche forze che gl'uomini oggi hanno!" Il mio pennello sarà una bandiera, lancia lucida e perfetta di libertà! E la primavera, dalla mia tavolozza di colori splendidi colorerà un'era! Quell'aria sozza, di melma di potere via spazzerà con tutta la sua enorme forza! Starò a vedere quella decadenza tipica di chi non riesce più a sognare, cadrà Demenza, cadranno i regni della democrazia della prepotenza. Solo i segni più chiari della tela saranno a vigilare sopra quest'umanità! Scolpirò io piano i miei giorni in questo marmo così bianco e mai prima della fine il mio scalpello sarà stanco... Il nero caccerò via dall'asfalto, piombo e lance saranno l'ornamento cosi splendino e genuino di un nuovo mondo... Un nuovo mondo nascerà.... La Fine Ultima. In principio era il nulla... Una sfera di fuoco coprira il nostro mondo fino al cielo, un vento caldo arriverà dal est, ci porterà il sole e rimbomberà... Fra gli orpelli orripilanti, fra i uomini orrendi e le grandi malattie, giocheranno quelle stelle una guerra con i nostri Dei: lance e scudi di azoto, spade per bambini divertenti. Ci sarà soltanto un grido alto che tuonerò nel mondo, si fermerà lo spazio intorno, l'universo imploderà, si, imploderà... Fra la macchine e i motori, fra le stragi e gli orrori, le grandi malattie, quelle stelle danzeranno un tango con i nostri Dei, guerra ai falchi fatti santi, lance e spade e scudi e alianti in un'eterna splendida civiltà! Ora più male non sarà... August 10 Chissà perchè l'omicida, in foto, non sorride mai... Chissà dove vanno a finire i pesci quando sognan di volare, chissà dove stanno di casa i sogni e dove va in vacanza il mare. Non la senti la pioggia che scende leggera quest'oggi sui tetti e sugli ombrelloni che non chiudono mai? Mai però neanche il sole s'arrende, lo vedi da dietro bianchi stracci, di celeste impregnati, arrampicarsi lassù? Chissà perchè la mia luna profuma di incenso, chissà perchè nel vento io sento canzoni, chissà quali doni questo amore porterà nelle case della gente di questa città... Chissà perchè per strada ai bordi delle case racchiusi nel lor vino ancor dormono i barboni, chissà perchè nel mondo esistono bambini che non sanno neanche cosa è un pallone, chissà perchè c'è gente corrosa dal potere che non è capace piu nemmeno di sognare, chissà perchè le fiabe si son quasi tutte spente, e per andare a letto si telefona alla chimica, chissà perchè la gente che uccide altra gente, chissà perchè c'è gente che odia altra gente... chissà perche nei colli non scorron piu le vigne ma fili con le spine e mille campi di mine, chissà perche nel mare non saltano piu pesci ma solo melma, ed esci tu se tu ci riesci, chissà perchè ci odiamo, tu aprimi le braccia prima che il tempo avaro o che Morte lo faccia. Chissà perchè ti voglio, chissà che occhi ho quando ti sogno... (non mi vorrei svegliare mai, ma chissà, chissà perchè ogni volta viene mattina, ogni volta mi ritrovo senza te: una bottiglia vuota vicina) Chissà perchè ci amiamo, tu aprimi le braccia prima che il tempo avaro o che Morte lo faccia! August 09 Il giorno (La Mattina/Il pomeriggio/La sera/La notte)S'alza il giorno, piano, dal mare, sanguinando, canta per il maestrale, le rondini e i gabbiani si risvegliano nei nidi, s'ergono nel cielo le grida picchiettanti delle loro fragili podestà. Il sole, ancor assopito dalla sua gran dormita, ora picchia il tetto della civiltà evoluta, le banche ed i commercianti riaprono i cancelli, s'alzano nel cielo, dei bimbi e dei fringuelli, i canti di gioia o di fame di già Il sole or morde le nuvole, ma di mille applausi ora è colma la città, e sale dal mare e dal vento, entra nel petto un odore e non lo puoi cacciare via con un solo bicchiere. Danzan le onde con agilità, rifocillate da tanta acqua, la rondine ed il gabbiano ora volano al loro nido, i pensieri lasciati nell'aria son specchi che sanno di vino. Attende il pomeriggio, la sera, a salutar e s'ingiallisce il cielo, piano il vento sta a cantar, nell'aria fiorisce il tramonto di già, s'accascia il giorno fiacco sopra la città. La sera sta arrivando, rientrano al casal i padri dal lavoro, le mamme a rifiatar, i letti si rimboccano per i figlioletti, s'accendon le candele, del vino e dall'amor! Cosa riserva la notte, chissà, si vedon gia lontani li nell'ombra le mille voci che nel vento s'alzeran! E vino nero e canti e tamburelli: anche la morte stanotte paura non fa, anche la morte questa notte paura non fa! Ma cosa riserva la notta chissà... si perde nell'ombra il mio desiderio, nel vino scuro, il mio disire, si perderà! E Tu, smettila di entrare nei sogni miei perchè anche stanotte mattina poi sarà, perchè anche questa notte mattina si farà! August 03 Il tempo. Un Bacio.Volano i colombi in alto, cade una foglia benchè sia estate, brucia forte di un odore acre, caldo e denso l'asfalto. E mentre muore il giorno, tuffandosi nell'ombre della sera mentre ancora pensi a Primavera, ecco che giunge Autunno. S'ingialliscono i sorrisi sopra i volti stanchi della gente, e poi volan via con il vento, s'appassicon i fiordalisi. E' passato un altro anno, via lontane le stagionei stanno andando, si gelerà il mare e l'acqua sarà fango e solo sterpe nere rimarrano. Vola via il nostro tempo, non saluta e di certo non da scuse e solo a rimembrarci, saran rughe, quei giorni del 'viver contento'. E brucian sui fossi del vento sadiche risa, che spazzan via i ricordi passandovi sopra, e solo resteranno di terra aride zolle, mentre ancor la terra attende neve che la copra. Moriran le madri e creperanno i padri, e putridi i corpi degli uomini saranno a concimar le vigne! Si, quel frutto cui succhi le notti dei lor figli, tristi e nere, schiariranno! Passa il tempo avaro, ma allevia i dolori, si perdon nelle sere degli anni i dispiaceri, ci scorderemo delle nostre misere figure, delle volte in cui tu mi hai tolto interi ieri. Lasciandomi in silenzio, marcire nei pensieri che tu stia con chi, che tu stia facendo mai, negandomi gli affetti di quei baci caldi e veri. Quando poi potrem guardarci, ti darai? Dura ancora questo amaro amore, nascosto fra le fronde del rancore e dei pensieri neri che m'affollano la mente. E resiste questo nostro amore amaro, ma ti prego non negarmi la tua mano e ti prego sii capace di dir niente! Passa troppo in fretta questo nostro tempo per sprecarlo in parole come queste. o per rimanere fissi a guardare le tempeste. Non dir niente, un bacio basterà per farmi felice, svuotarmi la mente. July 29 L'idealista"...Infondo... L'idea di un mondo pulito e sano, da bambini sempre ci travolse, come fanno gli acquazzoni con le vigne e i fiori, i nostri piccolissimi pensieri... No! Posto, più, ormai non c'è..." July 26 Allucinazioni Estive Mi divertivo a spiare le onde giocare con i bambini, le loro rughe e la barba bianca, salsedine e schiuma. Portan le onde i sogni lontani, li spingono a riva, narran le storie di mondi fatati di soli e di lune, di fate, di gnomi, di draghi e di dame, di nobili cavallieri! All'orizzonte scrutavo gli scogli danzare al ritmo del vento, e dentro nel cuore nasceva un sentimeno nuovo nuovo! Quasi non faceva piu caldo, quasi resterei in questo mondo, quasi quasi scapperei da te, ma poi... la... vedevo gli occhi tuoi, il seno tuo e il frutto dolcissimo che venivan a me, a me... sembrava realtà, quello splendido momento magico ma realtà non era. Mi sbalanzò un cavallone! Ti prego Signore del mare... avvera questa mia allucinazione! July 25 Racconto d'un sogno profumato in azzurro Io non potrò mai scordare l'azzurro odore del mare, gli occhi tuoi verdi e il colore delle nostre notti... il ghiaccio bianco del cielo, quando le nuvole in alto presagi di pioggia e di gelo portavano a noi.... Poi tu mi dicevi di restare, che ancora un bacio volevi e nelle lenzuola bruciava caldo l'ardore... Poi brividi lungo la schiena dentro quel caldo di inferno, la città, piano, fuori moriva lungo le strade.... E noooi... nel nostro mondo ma poooi tutto era un sogno.... Lassù nel cielo bionde le stelle dall'alto guardavan, sulla città i giochi d'amore, persi nel buio, i caldi tuoi baci, chi mai scorderà! E le mille sere nella tua stanza con tutto un mondo chiuso dillà! I passi tuoi scalzi, quella finestra e quella voglia di libertà! L'acqua che scende è brina dorata e il candido fiore tuo sboccerà, intanto gia il sole sale dal mare, piano ora il giorno ritornerà.... ma resterò qua.... E dormirò ancora, ancora un minuto per poterti avere di nuovo accanto e spezzerò le ali nere del tempo per non svegliarmi al mattino. e per avere ancora il sapore tuo dentro, dolce, da amare. E per avere ancora l'odore azzurro, azzuro che ha il mare. July 22 Lettera. Andrea Pazienza. ...Odio il telefono. Ciao come stai? Bene grazie, tu? Anch'io, bene, grazie! Ciao come stai? Non puoi ti mica mettere ad urlare che mangi riso al burro da due giorni, a pranzo e a cena, che non vedi una bistecca da una settimana, e che ti sembra di star bene solo perchè non stai peggio degli altri studenti, che più o meno vivono come te. Non puoi mice mettere ad urlare nella cornetta che sei stanco di non far niente, stanco delle nottate passate in luoghi fumosi, in cinema di terza, a giocare a carte, a leggere Godart, a sognare Pescara, a frequentare ragazze nottambule e senza scrupoli, a disegnare con rabbia e senza voglia, a giocare a pallone in un campetto male illuminato, a studiare "PHOTOGRAPH" sulla tazza del cesso, ad aspettare autobus che non arrivano mai, ad inseguire donne misteriose sotto i portici, a misurare lo spessore della nebbia in Piazza Maggiore, a frequentare cabaret sulla via del fallimento, quattro gatti e una chitarra, a bere cioccolate nei bar dell'ultima ora, a rompersi le palle nei cineforum... Come sto? Sto che ne ho le tasche piene di disegnare ascoltando Supersonic, per voi giovani, Popoff, Stevie Wonder, Wiles Davis, Alice Cooper, i Chicago, etc.. Non ne posso piu di svegliarmi ogni giorno alle quattordici, se tutto va bene, la stufona non ha perso gas e sono morto, o se non apro gli occhi su un cielo gia maledettamente stellato. Cosa posso dire per telefono? ... Come va? A cazzo di cane, ecco come va. Sono un'artista, vero Isa? E per questo non posso permettermi di essere volgare, ma io me ne frego di essere un artista se poi non posso dire ciò che penso fino in fondo! Se l'essere un'artista ammesso ch'io lo sia, e nutro dubbi in proposito, deve condizionarmi, ebbene io NON sono un artista, sono uno studentaccio volgar, scurrile, triviale, meridionale e cafardo. E porca eva che vita di merda. ... Al diavolo. Maledetto telefono.... Ciao come stai? Bene grazie oppure cosi cosi ...Ed è la fine. Fine della conversazione, della telefonata, dei gettoni. Volevo dirti tante cose e non ti ho detto niente. Vorrei tanto vederti e parlare con te, verrai a Pescara? .... Canzone di notte di un ubriaco d'amore.Oh quante notti al chiaro di luna passate fra bottiglie e bicchieri rotti, a cercare di partorir parole, oh quante notti! Ma neanche le stelle e neanche la luna sono di conforto a me! E questo sole scotta ormai troppo, questa pioggia batte troppo violenta non nasceranno fiori sulla mia tomba, oh, che disdetta! E ancora bevo, cerco nella schiuma, della mia birra nera, parole per te! E tu dove sei, perchè mi lasci solo se non dentro ai sogni di queste notti in bianco? Ti giuro strillerò quando mi usciranno da questa gola secca, da questa gola amara, dal cuore le parole, amor, per te! Intanto io canto, ancora nella strada! La gente torna a casa, ma io non sono stanco di gridare ancora che cerco solo te, in questa notte buia, in questa notte amara, nel cuore, amore, cerco te! Ma qui non cè il sole e non piove più, ci son troppe ombre scure, perchè non ci sei tu, Non tira il vento ormai e gli uccelli cadono sotto i colpi di un cannone chiamato tempo... E ti prego ascoltami, ti prego, dove sei? Le notti sto morendo aspettando un suono, che non sarà mai quello di birra alla spina, dì qualcosa, che mi stai uccidendo! Ma quando tornerà, dall'est il sereno, e quando sara mattina, insieme noi saremo, quando i tuoi occhi, il mio cuore guarderà io ti giuro io strillerò al vento che ti amo! July 17 ... Ti ricordi quelle notti quando mille stelle rotte ci guardavano dall'alto? Le pareti disegnate, il sesso, i sogni e le carezze il catrame, il nero asfalto? July 11 Se potessi Se potessi, amore, aprire il verde cerchio dei tuoi occhi, oh, per farci il mare, o se mai rubare il crine d'oro tuo per potere regalarlo ad un mio cavallo immaginario, se potessi avere dai tuoi seni un bianco letto caldo e comodo su cui dormire... Se mai potessi dai baci rossi tuoi far nascere un fiore e dal fiore tuo far nascere un frutto per i miei giardini amore, oh amore.... se potessi rubarti lo sguardo e prestarlo ad un dio, potrei essere anche capace di stare a pregare, se potessi raccoglie i passi che fai nella notte, ci dipingerei di orme ed impronte le strade... se potessi... non starei qua a guardare allo specchio la pioggia che va! Se potessi amore chiudere il mare in un cerchio per starlo a guardare, a guardare... se potessi avere le mille mie strade di questa città per farci i tuoi piedi, se potessi rubare il crine dorato di mille cavalli veloci, se potessi, sai, avere un mazzo di fiori per farci le labbra e i tuoi baci da amare, oh, da amare... se potessi rubare il paradiso dal cielo di dio chiudendolo in stanza, per starti a guardare ogni notte e ogni giorno che avanza, non avrei neanche bisogno di tornare. July 10 Mia CaraI suoi occhi verdi, verdi come il mare che non vedo piu da tempo ormai. I suoi capelli lunghi quasi biondi come il sole e poi i suoi piedi scalzi belli da star male. E quelle notti insieme dentro il buio e il caldo di questa città amara, ma il grigio cemento sembrava quasi sfiorire e sembrava Natale e le stelle e la luna sopra la mia schiena cantavano. Eppure io ti ho amato davvero ...Chiara. Lalalalalalala.... Ti prego torna, amore, non mi lasciare qui, vorrei stringerti ancora, la città qui fa paura, promettimi che torni, promettimi che torni, promettimi che tornerai da me, ti lascierò una rosa appesa a questo cuore ma tu torna prima che svaniscano però i petali suoi. Eppure io ti amo davvero mia Cara... Lalalalalalalala.... June 21 Racconto di una notte sotto un cielo nero chiaroUn grosso cane bianco scappato ad un padrone e a un ululato, la luna che danzava chiara lucida splendente sopra il lago, la giostra del tuo fumo creava ipnotiche emozioni dentro l'aria e gli alberi appesi su quel cielo nero chiaro tendevano i lor bracci verso noi dall'alto ci guardavan sorridendo e la stella ferma li nel firmamento che brillava brillava brillava e in quell'aria galleggiava il tuo sorriso vago. La gente che passava dietro in fretta giocando con la noia, una bici abbandonata forse perche ormai 'fatto la sua storia' e poi le carezze delle gocce di quel nostro grande letto verde e gli alberi lassù che in silenzio se stavan, di rami e foglie un tetto a noi facevano, mentre la notte piano se andava sulla la stessa stella la che brillava brillava brillava in quell'aria galleggiava il mio amor per te. June 17 Azzurro Ma che bella quest'aria di pioggia che mi accarezza piano la schiena mentre ancora la il sole risorge de dietro quelle nuvole in pena. E sto tornando a casa e per strada ci sono ancora le foglie d'autunno, ci sono ancora le mia ossa rotte e le storie di amore passati ed ho la faccia chiusa e lo stomaco triste, saranno le bici legate a qui muri o i lampioni ed i pali solitari ed oscuri macchiati da luci di gocce di pioggia, ma ho in mente l'azzurro... Ti prego regalamiti ancora: io quei tuoi occhi, davvero, li ho amati. |
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